Agromonte e il pomodorino siciliano, l’efficienza di una filiera integrata e sostenibile

Agromonte conclude positivamente una nuova stagione di raccolto: 90% di materia prima propria e investimenti strategici per il futuro. Risultati in crescita e nuovi obiettivi per l’azienda siciliana, che presenta il bilancio di fine campagna nell’anno del venticinquesimo anniversario. A conferma della solidità e dell’efficienza della propria filiera integrata e sostenibile. Punti di forza? filiera corta e a km zero, tutela della biodiversità e delle risorse locali, riduzione delle emissioni legate al trasporto.

Da un quarto di secolo, Agromonte rappresenta l’eccellenza nella lavorazione del pomodorino siciliano: un simbolo autentico della tradizione agricola dell’isola.

L’azienda di Chiaramonte Gulfi (RG), grazie a passione, competenza e rispetto per la terra, ha trasformato l’oro rosso di Sicilia in una prelibatezza gastronomica apprezzata in tutto il mondo, seppur mantenendo vivo il legame con le proprie origini.

Il connubio tra tradizione e innovazione è il filo conduttore che accompagna ogni stagione produttiva dell’azienda.

Anche il 2025, infatti, si è rivelato un anno di grandi soddisfazioni per Agromonte, che ha concluso la stagione del raccolto con risultati straordinari, a conferma della solidità e dell’efficienza della propria filiera integrata e sostenibile.

Agromonte e il pomodorino siciliano, l’efficienza una filiera integrata e sostenibile

Il 90% della materia prima è provenuta da terreni di proprietà ed è stata raccolta in campi limitrofi agli stabilimenti, rafforzando l’impegno verso una filiera corta e a km zero, sempre più orientata all’autosufficienza.

Parallelamente il Brand ha potenziato il sistema di controllo e tracciabilità, rendendolo ancora più rigoroso per garantire trasparenza e qualità in ogni fase del processo produttivo.

Un altro aspetto dell’impegno a basso impatto ambientale di Agromonte riguarda la riduzione delle emissioni legate al trasporto, che ha raggiunto risultati come una diminuzione di 156.000 km.

Tutela della biodiversità e delle risorse locali

L’attenzione al territorio si estende anche alla tutela della biodiversità e delle risorse locali, grazie a iniziative per promuovere la salute dei terreni e il rinnovo della collaborazione con la nature- tech company 3Bee, con cui Agromonte ha dato vita ad un bosco nettarifero, una fonte costante di polline e nettare per tutta la stagione primaverile.

Inoltre, nel corso della pre-campagna 2025, l’azienda ha scelto di arricchire i terreni di sostanza organica, attraverso la tecnica dei sovesci, limitando così la necessità di ricorrere a fitofarmaci e migliorando la salute del suolo.

Le sfide imposte dal cambiamento climatico

Un obiettivo cruciale per il marchio è stato quello di affrontare le sfide imposte dal cambiamento climatico, causato dalla siccità e dal rapido aumento delle temperature nell’isola.

Le falde acquifere della Sicilia sono in continua diminuzione, per questo motivo Agromonte ha scelto di adottare nuove tecnologie di irrigazione ad “ala gocciolante”, volte ad una diminuzione significativa degli sprechi idrici, ottimizzando così l’utilizzo di acqua e passando da consumo di 5 litri/m ad uno di 3.5 litri/m per ogni foro di uscita.

Oltre alle innovazioni agricole, Agromonte continua ad investire nel futuro e in nuove strutture.

L’azienda ha avviato la costruzione di un nuovo stabilimento adiacente a quelli esistenti, per supportare l’espansione della capacità produttiva e migliorare ulteriormente il processo di lavorazione della materia prima.

Inoltre, il marchio è impegnato in progetti di energia rinnovabile: entro il 2026 si prevede l’installazione di 15.000 metri quadrati di pannelli fotovoltaici, coprendo una parte significativa del proprio fabbisogno energetico e puntando ad un consumo basato su fonti rinnovabili.

Un modello efficiente di impresa nel settore agroalimentare

Questi risultati dimostrano non solo l’impegno verso un’agricoltura di qualità, ma anche la volontà di Agromonte di essere un modello efficiente di impresa nel settore agroalimentare.

“Il 2025 rappresenta per noi un anno molto importante: venticinque anni di attività ed un momento di riflessione sui traguardi raggiunti e sulle sfide future.

Dall’innovazione agricola alla gestione delle risorse, cerchiamo durante ogni campagna di raccolto, di garantire un impatto positivo sul nostro territorio e sul nostro prodotto.
La nostra filiera corta e a km zero va di pari passo con il rispetto che abbiamo per l’ambiente e la materia prima.

Nonostante le sfide climatiche continue dovute alla siccità, possiamo ritenerci soddisfatti dei risultati raggiunti e degli standard elevati che abbiamo garantito” afferma Marco Arestia, COO, Direttore di stabilimento e Agromanager.

(S.R.)

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