Radica porta il carbon farming italiano nel portafoglio climatico di Lufthansa

Doppio traguardo per Radica, realtà italiana attiva nel carbon farming e nelle infrastrutture climatiche per l’agricoltura mediterranea. Il progetto AgroEcology Italy entra nel portafoglio climatico di Lufthansa Group, mentre la startup conquista il 26° posto nella classifica Sifted 100 Southern Europe 2026, dedicata alle aziende a più rapida crescita nel Sud Europa. Un riconoscimento che conferma la crescita di un modello basato su agricoltura rigenerativa, crediti di carbonio certificati e tutela della biodiversità. La società pugliese, nata come Alberami, porta nel programma climatico del più grande gruppo aereo europeo le colture legnose mediterranee: oliveti, frutteti, vigneti, misurati e verificati con tecnologia MRV proprietaria.

Fondata a Ostuni, in Puglia, Radica sta vivendo una fase di forte accelerazione nel settore del carbon farming e delle infrastrutture climatiche applicate all’agricoltura mediterranea.

La società, già conosciuta come Alberami, lavora per digitalizzare le aziende agricole, trasformando i dati ambientali in asset finanziari verificabili e connettendo gli agricoltori ai mercati globali del carbonio. Un approccio che unisce tecnologia, agricoltura rigenerativa e sostenibilità economica.

Oggi Radica gestisce oltre 25.000 ettari agricoli tra Italia e Spagna, coinvolgendo più di 650 aziende agricole e generando oltre 84.000 carbon removal verificati.

AgroEcology Italy entra nel portafoglio climatico di Lufthansa

Uno dei traguardi più importanti raggiunti da Radica riguarda l’ingresso di AgroEcology Italy nel portafoglio climatico di Lufthansa Group, che raccoglie iniziative internazionali dedicate alla riduzione e alla rimozione delle emissioni di CO₂.

AgroEcology Italy è l’unico progetto italiano selezionato all’interno del portafoglio e rientra nella categoria “removal”, dedicata alle soluzioni capaci di rimuovere attivamente anidride carbonica dall’atmosfera attraverso soluzioni naturali e tecnologiche.

Il progetto si concentra sulle colture legnose mediterranee — oliveti, frutteti, agrumeti e vigneti — valorizzando pratiche agricole rigenerative che migliorano la salute del suolo e aumentano la capacità di assorbimento del carbonio.

Secondo le stime, il potenziale di sequestro di carbonio di queste colture può essere fino a 3-4 volte superiore rispetto alle coltivazioni cerealicole tipiche del Nord Europa.

Agricoltura rigenerativa e benefici ambientali

Il progetto AgroEcology Italy opera già in 15 regioni italiane ed è certificato dall’International Carbon Registry secondo la metodologia VM0042 dedicata alla gestione agricola sostenibile.

Tra i principali benefici ambientali e sociali del progetto figurano:

  • rimozione verificata di CO₂ dai terreni agricoli;
  • miglioramento della fertilità e della capacità di ritenzione idrica del suolo;
  • riduzione dell’utilizzo di input chimici;
  • incremento della biodiversità grazie alla creazione di habitat per gli impollinatori;
  • sostegno economico diretto alle aziende agricole, con attenzione anche alle realtà guidate da donne.

Il progetto contribuisce inoltre a diversi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, tra cui lotta al cambiamento climatico, tutela della biodiversità e agricoltura sostenibile.

Radica nella top 30 delle startup del Sud Europa

A confermare la crescita della società arriva anche il riconoscimento ottenuto nella classifica Sifted 100 Southern Europe 2026.

La graduatoria, realizzata dalla piattaforma supportata dal Financial Times, seleziona ogni anno le startup a più rapida crescita di ricavi in Italia, Spagna, Portogallo e Grecia.

Radica si è posizionata al 26° posto, risultando l’unica azienda italiana attiva nel settore agritech e carbon farming presente nella top 30.

Un risultato che riflette la crescita del mercato legato ai crediti di carbonio agricoli e il crescente interesse verso soluzioni capaci di unire innovazione tecnologica, rigenerazione ambientale e sostenibilità economica.

Tecnologia, dati e futuro del carbon farming

Alla base del modello sviluppato da Radica c’è un sistema avanzato di MRV (Measurement, Reporting & Verification), che permette di misurare e certificare in modo trasparente gli impatti ambientali delle pratiche agricole rigenerative.

L’obiettivo è costruire una vera infrastruttura climatica mediterranea capace di rendere il carbon farming scalabile, verificabile e finanziabile.

Il Mediterraneo ha un potenziale enorme e noi siamo pronti per accelerare”, ha dichiarato Francesco Musardo, sottolineando come l’azienda stia lavorando per colmare il vuoto infrastrutturale del carbon farming nel Sud Europa.

Per un settore agricolo sempre più chiamato a confrontarsi con crisi climatica, scarsità idrica e perdita di biodiversità, progetti come AgroEcology Italy mostrano come innovazione e sostenibilità possano diventare strumenti concreti di trasformazione del territorio.

(S.R.)

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