Costruzioni e ambiente: Italia leader nel riciclo ma fanalino di coda nel riutilizzo

Nel Report Quattro A, società del Gruppo Seipa attiva nei settori estrattivo, trasporto, recupero e riciclo dei materiali inerti, l’Italia è al primo posto nel riciclo degli inerti, ma è anche fanalino di coda nel riutilizzo: solo Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo, Danimarca e Austria superano il 25% di effettivo riutilizzo.

In Europa si recuperano quasi tutti i rifiuti da costruzione e demolizione, ma solo pochi Paesi sono riusciti a trasformare il riciclo in un vero mercato industriale delle materie prime seconde. È quanto emerge dal Report Febbraio 2026 di Quattro A, società del Gruppo Seipa attiva nei settori estrattivo, trasporto, recupero e riciclo dei materiali inerti.

Secondo l’analisi comparativa di Quattro A su dati Eurostat, ISPRA e studi nazionali, i tassi di riciclo dei rifiuti C&D (da costruzione e demolizione) sono mediamente elevati.

Ambiente, Italia leader nel riciclo ma fanalino di coda nel riutilizzo

Sopra il 90% si collocano Italia (98%), Paesi Bassi (95,2%), Belgio (94,1%), Lussemburgo (93,4%), Germania (91,3%), Ungheria (90,8%) e Lituania(90,6%).

Ben 19 Paesi membri superano l’obiettivo europeo del 70%, includendo Austria (89,4%), Slovenia (88,7%), Danimarca (88,2%), Repubblica Ceca (87,5%), Lettonia (86,9%), Malta (85,8%), Cipro (83,4%), Estonia (82,9%), Irlanda (78,4%), Croazia (77,8%), Francia (75,6%) e Polonia (72,1%).

Solo 8 Paesi restano sotto soglia: Spagna (67,9%), Slovacchia (63,2%), Portogallo (61,8%), Bulgaria (61,5%), Romania (57,6%), Finlandia (52,8%), Svezia (51,9%) e Grecia (47,6%).

La sostituzione effettiva

Il divario emerge però sul fronte della sostituzione effettiva, ossia la quota di aggregati riciclati che rientra realmente nei cicli produttivi sostituendo materie prime vergini. Solo 5 Paesi superano il 25%: Paesi Bassi (40%), Belgio(35%), Lussemburgo (30%), Danimarca (28%) e Austria (25%).

L’Italia rappresenta uno dei casi più emblematici di questo divario: a fronte di un recovery rate del 98%, il tasso di sostituzione si ferma allo 0,4%.

«Il materiale viene correttamente avviato a riciclo, ma fatica a rientrare nel mercato come materia prima seconda» spiegano gli analisti di Quattro A, sottolineando che la vera sfida è creare un mercato stabile e competitivo degli aggregati riciclati.

Risparmiare materiali vergini

In Europa il consumo annuo di materiali supera 1.094 milioni di tonnellate, mentre i rifiuti C&D raggiungono 305 milioni.

In Italia la produzione è pari a 81,4 milioni di tonnellate l’anno, il 50,6% dei rifiuti speciali.

Secondo le stime del Report Quattro A, un aumento del tasso di sostituzione verso livelli di best practice consentirebbe di risparmiare oltre 20 milioni di tonnellate annue di materiali vergini e circa 4,6 milioni di tonnellate di CO2.

«La vera accelerazione dell’economia circolare nel settore delle costruzioni si gioca sul passaggio dal recuperare al sostituire» concludono gli specialisti di Quattro A.

(S.R.)

Foto apertura di C Dustin su Unsplash

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