Prima di partire, svuota i cassetti: smartphone dimenticati, cuffie rotte, pile scariche e piccoli elettrodomestici fuori uso sono RAEE e meritano una seconda vita. I consigli di Ecolight per gestire correttamente i rifiuti elettronici prima, durante e dopo le vacanze.
L’estate è tempo di partenze, riordino e nuovi dispositivi. È anche il momento in cui dai cassetti riemergono smartphone dimenticati, cuffie rotte, caricabatterie inutilizzati e pile scariche — oggetti che troppo spesso restano in letargo per anni, privando l’economia circolare di materiali preziosi. Ecolight, consorzio nazionale per la gestione dei rifiuti elettronici, offre una guida pratica in quattro passi per gestire correttamente RAEE e batterie prima, durante e dopo le vacanze.
Primo passo: riconoscere i RAEE
Non sono solo frigoriferi, lavatrici e televisori a essere RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche). Anche smartphone, tablet, caricabatterie, cuffie, auricolari, spazzolini elettrici, rasoi, phon da viaggio, mini ventilatori portatili, e-reader e giocattoli elettronici, quando giungono a fine vita, devono essere raccolti separatamente.
“I piccoli RAEE sono quelli che più facilmente sfuggono alla raccolta differenziata. Le loro dimensioni ridotte fanno sì che vengano conservati in casa oppure, nei casi peggiori, conferiti in modo scorretto, perché a volte non si è nemmeno consapevoli di avere per le mani un RAEE.”
— Giancarlo Dezio, Direttore Generale di Ecolight
Secondo passo: lo “svuotacassetti” prima della partenza
Le pulizie estive possono diventare un’occasione concreta per liberarsi dei dispositivi elettronici inutilizzati. Vecchi telefoni, telecomandi, alimentatori, cavi, cuffie e piccoli elettrodomestici non più funzionanti possono essere conferiti nei centri di raccolta comunali oppure nei punti vendita che effettuano il ritiro gratuito dei RAEE, secondo quanto previsto dalla normativa.
Il principio “1 contro 1” consente di restituire il vecchio dispositivo al momento dell’acquisto di uno nuovo di equivalente funzionalità. Il principio “1 contro 0” permette invece di portare i piccoli RAEE nei grandi negozi di elettronica anche senza effettuare alcun acquisto. Le pile esauste — comprese quelle ricaricabili — possono essere portate nei negozi, ma non vanno mai smaltite nell’indifferenziato.
Terzo passo: attenzione alle batterie durante il viaggio
Power bank, batterie per fotocamere, pile ricaricabili e accumulatori sono compagni abituali delle vacanze. Se durante il viaggio una batteria si scarica o un dispositivo si rompe, è importante non abbandonarlo né buttarlo dove capita. Se nella località di soggiorno sono presenti punti di raccolta dedicati è possibile utilizzarli; altrimenti, è consigliabile conservarlo e conferirlo correttamente al rientro.
Quarto passo: al ritorno, un giro al centro di raccolta
Ogni RAEE raccolto correttamente è una risorsa. Attraverso gli impianti di trattamento è possibile recuperare metalli, plastiche, vetro e altre materie prime da reimmettere nei cicli produttivi. Ecolight ha raggiunto livelli significativi: per ogni tonnellata di piccoli RAEE (raggruppamento R4), oltre 830 kg sono avviati a recupero di materia.
“Conferire correttamente RAEE e batterie significa dare nuova vita ai materiali contenuti nei dispositivi e ridurre lo sfruttamento delle risorse, oltre a evitare la dispersione di sostanze pericolose nell’ambiente. Il nostro comportamento attento ha un impatto concreto.”
— Giancarlo Dezio, Direttore Generale di Ecolight
Cosa sono i RAEE?
RAEE è l’acronimo di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche. Rientrano in questa categoria tutti i dispositivi che funzionano grazie alla corrente elettrica o alle batterie, quando giungono a fine vita.
Non si tratta solo di grandi elettrodomestici come frigoriferi, lavatrici e televisori. Sono RAEE anche:
Smartphone, tablet e laptop
Cuffie, auricolari e altoparlanti bluetooth
Caricabatterie e cavi di alimentazione
Spazzolini elettrici, rasoi e phon
Giocattoli elettronici e e-reader
Pile e batterie ricaricabili
I RAEE non vanno mai gettati nell’indifferenziato. Contengono sostanze potenzialmente pericolose per l’ambiente ma anche materiali preziosi — metalli, plastiche, vetro — che possono essere recuperati e reimmessi nei cicli produttivi attraverso il corretto riciclo.
(P.P.)


