In occasione della Giornata Mondiale del Vento, FRoSTA inaugura la turbina eolica “Peters Flügel” nel suo stabilimento di Bremerhaven: 99,5 metri di altezza, 750 kW di capacità e un sistema ingegnoso che usa i magazzini frigoriferi come batterie termiche. Un progetto che ha richiesto cinque anni di lavoro e che rappresenta uno dei casi più innovativi di integrazione tra energia rinnovabile e produzione alimentare.
Il vento entra in fabbrica
In occasione della Giornata Mondiale del Vento, FRoSTA AG celebra un traguardo concreto nel suo percorso di sostenibilità: l’inaugurazione della turbina eolica “Peters Flügel”, alta 99,5 metri, installata nel cuore del suo stabilimento di Bremerhaven, in Germania.
Con una capacità di 750 kilowatt, la turbina è in grado di coprire circa il 10% del fabbisogno energetico annuale dello stabilimento, contribuendo alla riduzione delle emissioni di CO₂ legate alla produzione. Un risultato che ha richiesto cinque anni di lavoro — dalla pianificazione alle approvazioni burocratiche — ma che oggi rappresenta uno dei casi più interessanti di integrazione tra energia rinnovabile e industria alimentare.
“La nostra azienda ha sempre creduto nell’impegno concreto verso un futuro più sostenibile. La turbina eolica è il risultato di anni di pianificazione e di un impegno incessante per migliorare e rendere meno impattanti per l’ambiente la nostra produzione” dichiara Felix Ahlers, CEO di FRoSTA.
L’idea geniale: i magazzini come batterie termiche
La parte più innovativa del progetto non è la turbina in sé, ma come FRoSTA gestisce l’energia prodotta per superare il problema dell’intermittenza del vento. Il sistema funziona in tre fasi.
Quando il vento soffia forte e c’è un surplus di energia, FRoSTA abbassa la temperatura dei magazzini frigoriferi fino a -30°C — ben al di sotto dei -18°C necessari per legge. Questa differenza di 12 gradi funziona da riserva energetica termica: durante le giornate senza vento, i sistemi di refrigerazione vengono spenti per diverse ore, lasciando che la temperatura risalga lentamente verso i -18°C senza consumare elettricità dalla rete esterna.
In pratica, i magazzini frigoriferi diventano una batteria termica che accumula energia rinnovabile sotto forma di freddo, riducendo la dipendenza dalla rete nelle ore meno ventose.
Qualità e sostenibilità: la filosofia FRoSTA
L’impegno di FRoSTA per l’ambiente non riguarda solo l’energia. Dal 2003, con l’introduzione del “Purity Law” (Reinheitsgebot), l’azienda ha scelto di eliminare aromi, coloranti e additivi dai propri prodotti — una scelta di trasparenza alimentare autentica e ancora oggi distintiva nel mercato dei surgelati.
“Il nostro impegno va oltre l’energia e i processi: coinvolge prima di tutto ciò che portiamo in tavola, e poi come lo facciamo. La nostra filosofia è offrire alimenti semplici e gustosi, senza compromessi” sottolinea Gianluca Mastrocola, AD di FRoSTA Italia.
Dal treno alla rete portuale: la sostenibilità a 360°
La visione di FRoSTA si estende lungo tutta la filiera. I surgelati viaggiano da Bremerhaven al magazzino italiano vicino a Verona su rotaia, grazie alla collaborazione con Paneuropa: una scelta che riduce le emissioni di CO₂ stimata tra il 75% e il 90% rispetto al trasporto su gomma.
FRoSTA è inoltre parte della “Cooperazione Climatico-Portuale per la Pesca”, consorzio che coinvolge oltre 43 aziende con l’obiettivo di portare l’area portuale di Bremerhaven a zero emissioni.
Guardando al futuro, sono in programma ulteriori investimenti in impianti fotovoltaici e solari nei siti produttivi, con l’obiettivo di ridurre entro il 2035 l’intera impronta ambientale dell’azienda — dalle materie prime agli imballaggi, dal trasporto alla distribuzione.
(P.P.)


