Le sagre italiane diventano più green: la richiesta di stoviglie compostabili cresce del 35% in estate, segnale di un cambiamento strutturale anche negli eventi locali più tradizionali.
Quarantotto milioni di italiani ogni estate partecipano a una sagra di paese. Piazze, borghi, specialità locali, musica dal vivo: un rito collettivo che non cambia. Cambia invece quello che si porta a tavola — o meglio, quello con cui si serve. Piatti, bicchieri e vassoi compostabili stanno diventando uno degli elementi più visibili della transizione verso eventi a minore impatto ambientale, anche nei contesti più tradizionali.
Le sagre, specchio dei cambiamenti nei consumi
Per anni la sostenibilità è sembrata un tema legato ai grandi centri urbani e ai nuovi stili di consumo. Oggi sta entrando anche in contesti molto più radicati nella tradizione, come le feste di paese, dove ogni estate vengono serviti milioni di pasti. Accanto ai menù a chilometro zero e alla riduzione degli sprechi alimentari, cresce l’attenzione ai materiali con cui quei pasti vengono serviti.
Secondo SignorBIO, azienda italiana specializzata nella distribuzione di stoviglie e packaging compostabili, nei mesi che coincidono con la stagione delle sagre la richiesta di queste soluzioni cresce del 35% rispetto alla media annuale. Un dato che racconta qualcosa di più di una semplice scelta organizzativa: quando i materiali compostabili iniziano a diffondersi anche negli eventi gestiti da associazioni, volontari e piccoli comuni, il cambiamento sta diventando strutturale.

Dal monouso tradizionale al compostabile: cosa sta cambiando
Le sagre rappresentano un osservatorio privilegiato dei mutamenti nei consumi di massa. Organizzate spesso da volontari con budget ridotti, devono conciliare semplicità logistica, costi contenuti e crescente attenzione all’impatto ambientale. La scelta delle stoviglie — elemento apparentemente marginale — riflette questa tensione in modo emblematico.
Il passaggio dal monouso in plastica al compostabile certificato non è solo estetico: riguarda la gestione dei rifiuti, la coerenza con le normative europee sul monouso in plastica e la risposta a una domanda sempre più esplicita da parte dei partecipanti agli eventi.
“Le sagre sono da sempre un luogo di convivialità e tradizione, ma oggi stanno diventando anche uno spazio in cui si sperimentano pratiche più attente all’ambiente. La scelta delle stoviglie è solo l’aspetto più visibile di un cambiamento più ampio: una crescente attenzione alla sostenibilità anche negli eventi locali, dove semplicità organizzativa e impatto ambientale devono convivere.”
— Andrea Zanini, CEO di SignorBIO
SignorBIO: monouso sostenibile made in Italy
Fondata nel 2021 a Mantova, SignorBIO progetta e distribuisce stoviglie e contenitori in materiali certificati compostabili, rivolgendosi ai canali HoReCa e GDO con soluzioni che includono il private label e il packaging per la vendita al dettaglio. Con un fatturato di oltre 14 milioni di euro nel 2025, una rete di 25 agenti nazionali e due hub logistici operativi, l’azienda garantisce continuità di fornitura ai partner del settore food in tutta Italia.
(P.P.)


