Overtourism: il digitale può aiutare a rendere il turismo più sostenibile?

Dalla Commissione europea arriva una strategia che punta sulla trasformazione digitale per gestire i flussi turistici e ridurre la pressione sulle mete più affollate. Tra dati in tempo reale, smart tourism e digital signage, la tecnologia si candida a diventare un alleato della sostenibilità.

L’overtourism è una delle grandi sfide del turismo contemporaneo. Dalle città d’arte alle località balneari, passando per i borghi e i parchi naturali, la concentrazione dei visitatori in pochi luoghi e in determinati periodi dell’anno mette sotto pressione ecosistemi, infrastrutture e comunità locali.

Per affrontare questo fenomeno, l’Europa guarda sempre più alla trasformazione digitale come a uno strumento capace di favorire una gestione più sostenibile delle destinazioni.

Overtourism: l’Europa punta sul digitale per rendere il turismo sostenibile

Con il Transition Pathway for Tourism, la Commissione europea ha individuato nella digitalizzazione una delle leve strategiche per rendere il turismo più sostenibile.

L’obiettivo è aiutare destinazioni e amministrazioni locali a monitorare i flussi, condividere dati in tempo reale e migliorare l’esperienza dei visitatori attraverso servizi digitali innovativi.

La necessità di intervenire è evidente: secondo la Commissione europea, circa l’80% delle attività turistiche si concentra in appena il 20% del territorio, con conseguenze significative sia sull’ambiente sia sulla qualità della vita dei residenti.

Dalla ricerca scientifica nuove conferme

A rafforzare questa visione contribuisce anche una ricerca pubblicata nel giugno 2026 dall’Università Complutense di Madrid, che ha analizzato 99 studi scientifici internazionali dedicati al ruolo delle tecnologie digitali nella mitigazione dell’overtourism.

Lo studio evidenzia come strumenti quali intelligenza artificiale, big data, smart tourism e sistemi di comunicazione digitale possano contribuire a prevedere l’evoluzione dei flussi turistici, individuare le aree più congestionate e orientare i visitatori verso percorsi e destinazioni alternative.

Secondo i ricercatori, queste tecnologie rappresentano oggi una delle soluzioni più promettenti per conciliare sviluppo turistico, tutela del territorio e benessere delle comunità locali.

Il digital signage per distribuire meglio i flussi

Tra le tecnologie che stanno trovando spazio nella gestione delle destinazioni c’è il digital signage, ovvero sistemi di schermi e display intelligenti in grado di aggiornare le informazioni in tempo reale.

Questi strumenti possono comunicare il livello di affollamento di un’area, suggerire itinerari alternativi, segnalare tempi di attesa o indirizzare i visitatori verso luoghi meno frequentati.

Integrati con sensori, piattaforme di analytics e sistemi di monitoraggio, trasformano i dati raccolti sul territorio in indicazioni immediate e facilmente comprensibili.

Un esempio concreto di smart tourism

In questo scenario si inserisce anche l’offerta sviluppata da Acer for Business insieme ai partner Kiosk e AOPEN. Le tre aziende hanno realizzato un ecosistema dedicato al digital signage che combina display professionali, chioschi interattivi, media player e piattaforme hardware per la gestione dinamica dei contenuti.

Le soluzioni sono già utilizzate in aeroporti, stazioni ferroviarie, musei, centri commerciali, campus universitari, strutture ricettive e spazi pubblici, dove supportano strategie di smart city e smart tourism. L’obiettivo è offrire informazioni aggiornate in tempo reale, migliorare l’orientamento dei visitatori e contribuire a una distribuzione più equilibrata delle presenze sul territorio.

Più che una semplice innovazione tecnologica, il digital signage si sta affermando come uno strumento a supporto di un turismo più consapevole.

Utilizzato insieme ai dati e alle piattaforme di monitoraggio, può aiutare le destinazioni a ridurre la congestione delle aree più fragili, valorizzare luoghi meno conosciuti e migliorare l’esperienza complessiva di chi viaggia, contribuendo a un modello di turismo più sostenibile e rispettoso dei territori.

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