E.ON Italia rafforza il progetto Energy4Blue con due iniziative concrete per la tutela del Mediterraneo: il ripristino delle praterie di Posidonia oceanica alle Isole Tremiti con UNESCO-COI e l’Università di Bari, e il Turtle Point di Lipari per il recupero delle tartarughe marine, sostenuto insieme a Filicudi Wildlife Conservation. I numeri parlano chiaro: 280 m² di Posidonia ripristinata, 79 tartarughe salvate, oltre 2.100 studenti coinvolti.
Energy4Blue: energia e natura insieme
E.ON Italia rafforza il proprio impegno per la tutela del mare e della biodiversità attraverso il progetto Energy4Blue, che negli ultimi anni ha prodotto risultati tangibili grazie a due collaborazioni strategiche: UNESCO-COI e l’Università di Bari per il progetto Save the Wave, e Filicudi Wildlife Conservation per la tutela delle tartarughe marine nell’Arcipelago Eoliano.
“Energy4Blue rappresenta la nostra visione di un impegno più ampio e integrato, in cui energia e tutela della natura procedono insieme per generare valore sostenibile nel lungo periodo. Iniziative come queste dimostrano come la nostra strategia possa tradursi in azioni reali e misurabili, contribuendo a generare valore ambientale e sociale, promuovendo consapevolezza e partecipazione attiva di giovani, cittadini e stakeholder nella salvaguardia degli ecosistemi marini”, ha commentato Luca Conti, CEO di E.ON Italia.
Save the Wave: ripristinare la Posidonia oceanica
Dal 2021, E.ON è partner inaugurale del progetto Save the Wave di UNESCO-COI, iniziativa di educazione e partecipazione civica per il ripristino delle praterie di Posidonia oceanica nei siti pilota di Mondello e delle Isole Tremiti.
La Posidonia oceanica è una pianta marina tipica del Mediterraneo con un ruolo ecologico fondamentale. Produce ossigeno, cattura CO₂, protegge le coste dall’erosione e ospita numerose specie. Le sue praterie sono però sempre più minacciate da inquinamento, ancoraggi non regolamentati e cambiamenti climatici.
In questi anni il progetto ha coinvolto oltre 2.100 studenti delle scuole primarie e secondarie, ripristinato 280 m² di Posidonia oceanica — con una capacità stimata di assorbimento di circa 13 tonnellate di carbonio ogni 100 m² all’anno — e avviato un monitoraggio costante dei siti coinvolti grazie a un modello scientifico sviluppato con l’Università di Bari.
Ricerca scientifica, monitoraggio ecologico e il coinvolgimento delle persone
“Ciò che rende Save the Wave particolarmente innovativo è la sua capacità di integrare tre dimensioni che raramente vengono sviluppate insieme: il ripristino attivo degli ecosistemi marini attraverso la riforestazione della Posidonia oceanica, la ricerca scientifica e il monitoraggio ecologico, e il coinvolgimento diretto delle persone attraverso l’Ocean Literacy e la citizen science. Grazie al sostegno di E.ON Italia, studenti, cittadini e futuri professionisti del mare non sono semplici osservatori, ma diventano protagonisti della conservazione marina, contribuendo concretamente alla tutela di uno degli habitat più preziosi del Mediterrane”, ha commentato Francesca Santoro, Senior Programme Officer di UNESCO-COI.
Per il biennio 2026-2027, Save the Wave concentrerà le attività sull’Area Marina Protetta delle Isole Tremiti, ampliando le superfici ripristinate e potenziando il monitoraggio ecologico. Proseguiranno anche le Save the Wave Summer School per formare la nuova generazione di professionisti del mare.
Il Turtle Point di Lipari: un hub per le tartarughe marine
Grazie al sostegno di E.ON Italia, nel 2025 è stato inaugurato il Turtle Point di Lipari, centro operativo attivo tutto l’anno per il recupero, la cura e il monitoraggio delle tartarughe marine nell’Arcipelago Eoliano. Il contributo di E.ON ha permesso l’apertura e l’allestimento del centro con vasche, pompe, filtri, tavoli operativi e strumenti scientifici, oltre alla copertura dei costi logistici e operativi.
Dalla sua apertura fino a maggio 2026, il Turtle Point ha gestito con successo 79 interventi di recupero. Nella maggior parte dei casi le tartarughe erano intrappolate in attrezzi da pesca abbandonati come FAD, reti e lenze. mentre in altri avevano ingerito plastica o ami da palangaro.
Dal 2020 a oggi il progetto ha permesso il recupero di circa 130 tartarughe in difficoltà, il coinvolgimento di oltre 900 volontari e la formazione di 480 studenti delle scuole primarie.
Pesca sostenibile e attenzione alla fauna marina
Il centro funge anche da hub educativo, ospitando corsi, summer camp e iniziative per studenti, turisti e comunità locali, e ha rafforzato la collaborazione con i ristoratori dell’isola attraverso l’iniziativa “Turtle Free”, a sostegno della pesca sostenibile e della conservazione della fauna marina.
“Grazie all’importante contributo di E.ON le attività di recupero e soccorso delle tartarughe marine alle isole Eolie sono state notevolmente agevolate e migliorate, lo dimostrano le elevate casistiche di recupero negli ultimi anni e la rete di stakeholders che hanno aderito al progetto. La nuova sede di Lipari rappresenta oggi un polo essenziale per affrontare le emergenze e diffondere consapevolezza su tematiche legate alla tutela del mare. Il nostro è un piccolo progetto che però garantisce un impegno costante e duraturo con azioni concrete sul territorio che coinvolgono la comunità locale. La continuità con cui E.ON assicura ogni anno il suo impegno al nostro operato ci consente di pianificare azioni di conservazione e attività di divulgazione e sensibilizzazione fondamentali, in un’area fortemente impattata da attività di pesca intensiva e inquinamento da plastica, per la salvaguardia di questi meravigliosi animali”, ha affermato Monica Blasi, Ecologa Marina ed Esperta di Conservazione di Filicudi Wildlife Conservation.
(P.P.)


