Rifiuti tessili, ogni anno compriamo 19 kg di vestiti e ne buttiamo 12: come invertire la rotta

La crisi dei rifiuti tessili si combatte prima di tutto allungando la vita di ciò che già possediamo. I dati e i consigli del Consorzio Ecotessili.

 

Il consumo tessile pro capite nella UE è aumentato di 2kg all’anno tra il 2019 e il 2022, mentre il numero medio di utilizzi per capo è diminuito del 36%. Il Consorzio Ecotessili richiama l’attenzione su prevenzione, riuso e corretta raccolta come leve prioritarie, in attesa del concretizzarsi del regime EPR (Responsabilità Estesa del Produttore) che segnerà un cambio di passo nella gestione dei rifiuti tessili

Un paradosso tutto contemporaneo: compriamo di più, ma usiamo di meno.

A richiamare l’attenzione sul problema è il Consorzio Ecotessili, realtà italiana dedicata alla gestione dei rifiuti tessili in ottica di economia circolare. «La riduzione del rifiuto comincia a monte, prolungando la vita utile di indumenti e calzature», spiega il direttore generale Giancarlo Dezio. “Ogni utilizzo in più valorizza le risorse impiegate per produrli e contiene la quantità di scarti da gestire”

Il settore tessile è tra i più voraci in termini di materie prime, acqua ed energia: accorciare il ciclo di vita di un capo significa moltiplicarne l’impatto ambientale, dalla produzione allo smaltimento.

Come allungare la vita del proprio guardaroba: sei mosse concrete

La buona notizia è che possiamo fare molto, partendo dalle scelte quotidiane. Ecotessili individua alcune strategie chiave:

  1. scegliere capi di qualità, progettati per durare;
  2. prestare attenzione alle composizioni complesse (mix di fibre sintetiche che rendono il riciclo difficile o impossibile);
  3. curare la manutenzione seguendo le indicazioni in etichetta;
  4. riparare prima di sostituire — un bottone o una cerniera possono salvare un capo;
  5. praticare il riuso attraverso scambi, donazioni o acquisti di seconda mano;
  6. e, solo a fine vita, conferire correttamente alla raccolta differenziata tessile.

“Fare acquisti pensando alla durata, utilizzare i capi il più possibile e solo in ultima istanza destinarli alla raccolta: è questa la sequenza virtuosa che permette di contrastare la crescita dei rifiuti tessili”, conclude Dezio.

Sullo sfondo, si attende il decreto attuativo che introdurrà in Italia il regime EPR — Responsabilità Estesa del Produttore — per il tessile. Un cambio di passo normativo che molte aziende stanno già anticipando, scegliendo di consorziarsi per arrivare preparate.

in apertura foto di freestocks su Unsplash

(P.P.)

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