Sostenibilità o greenwashing? Le 7 domande giuste per riconoscere le aziende davvero green

In occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente 2026, Susanna Martucci, founder di Alisea, propone un vademecum pratico per aiutare consumatori e imprese a distinguere la sostenibilità autentica dalle semplici operazioni di marketing del greenwashing. Dalla tracciabilità delle filiere alla misurazione dell’impatto ambientale, sette domande per capire quando la circolarità è davvero parte dell’identità aziendale.

La sostenibilità è entrata stabilmente nel linguaggio delle aziende, ma distinguere un percorso autentico da una semplice operazione di comunicazione non è sempre immediato. In occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente 2026, in programma venerdì 5 giugno, Susanna Martucci — grande esperta di economia circolare, CEO e founder di Alisea — propone un pratico vademecum per orientarsi tra dichiarazioni green, slogan e progetti realmente strutturati.

Da oltre trent’anni Alisea lavora sul recupero degli scarti industriali, trasformando la grafite di scarto in materiali innovativi, applicazioni e oggetti di design.

Proprio da questa esperienza nasce una guida pratica pensata sia per i consumatori sia per le aziende: sette domande fondamentali per capire quando la sostenibilità è davvero parte integrante dell’identità aziendale e quando, invece, rischia di essere soltanto una leva di marketing.

1. Il materiale sostenibile migliora le performance del prodotto?

L’utilizzo di materiali riciclati o a basso impatto ambientale non dovrebbe mai rappresentare una rinuncia in termini di qualità. Al contrario, quando una scelta sostenibile migliora le prestazioni del prodotto, significa che il materiale è stato selezionato per innovare realmente e non solo per seguire una tendenza. La vera sostenibilità nasce infatti dalla capacità di trasformare ciò che già esiste in qualcosa di ancora più performante.

2. La sostenibilità era nel progetto dall’inizio?

Esiste una differenza sostanziale tra un’azienda nata attorno ai principi della circolarità e una realtà che aggiunge una linea “green” per rispondere a una richiesta del mercato. Questo non significa che un percorso iniziato in un secondo momento non possa essere autentico, ma è importante verificare se la sostenibilità sia diventata parte integrante della strategia aziendale e non un’iniziativa temporanea destinata a scomparire.

3. L’azienda conosce e dichiara l’origine dei propri materiali di scarto?

La tracciabilità rappresenta una prova concreta di responsabilità. Conoscere da quale filiera arriva uno scarto industriale, come viene recuperato, trattato e trasformato è il fondamento di qualsiasi discorso serio sull’economia circolare. Un’azienda che conosce davvero la propria filiera non ha nulla da nascondere e può raccontare con trasparenza ogni fase del processo produttivo.

4. C’è una filiera oppure si tratta di un acquisto di materia prima generica?

Costruire una filiera circolare richiede tempo, investimenti e relazioni solide. Non basta acquistare materiali certificati da fornitori terzi per parlare di economia circolare. È importante capire se l’azienda collabora direttamente con chi genera lo scarto e se partecipa attivamente alla sua trasformazione, creando così un ecosistema realmente sostenibile.

5. I prodotti sostenibili sono il cuore del progetto aziendale?

Quando la sostenibilità riguarda soltanto una linea di prodotto o una capsule collection stagionale, è necessario osservare il progetto con attenzione. Non sempre si tratta di greenwashing: può essere il primo passo verso un cambiamento più ampio. La domanda da porsi è se esista una visione capace di estendere quei principi a tutta l’azienda, trasformando la sostenibilità in cultura d’impresa e non solo in strategia commerciale.

6. L’azienda misura e comunica l’impatto reale dei progetti green?

Espressioni come “riduciamo le emissioni” o “siamo carbon neutral” hanno valore solo quando sono supportate da dati concreti e verificabili. Quanti scarti vengono realmente recuperati? Qual è la riduzione dell’impatto ambientale? Chi certifica questi risultati? Per Susanna Martucci, i numeri non rappresentano burocrazia, ma responsabilità verso il consumatore e impegno continuo al miglioramento.

7. L’azienda fa rete?

Nessuna realtà può cambiare da sola il modello produttivo. Le aziende che lavorano davvero per costruire un sistema più sostenibile cercano collaborazioni con fornitori, clienti, istituzioni e altri attori della filiera. La capacità di creare alleanze e progetti condivisi è uno degli indicatori più importanti di quanto la sostenibilità sia radicata nella strategia aziendale.

Economia circolare e recupero

Fondata nel 1994, Alisea è stata tra le prime realtà italiane a lavorare concretamente sui principi dell’economia circolare, molto prima che il tema diventasse centrale nel dibattito pubblico.

L’azienda recupera grafite industriale destinata alla discarica e la trasforma in “g upgraded recycled graphite”, un composto innovativo che migliora le caratteristiche della grafite vergine. Da questo materiale nascono progetti iconici come Perpetua, la matita realizzata interamente in grafite riciclata, e Dionisio, diffusore acustico per smartphone che funziona senza elettricità.

Da oltre trent’anni lavoro con gli scarti industriali e ho imparato che la sostenibilità non si dichiara: si costruisce, scelta dopo scelta. Non è un traguardo definitivo, ma una bussola che orienta ogni decisionedichiara Susanna Martucci.

(S.R.)

Ultimi articoli

Case green: in Lombardia si amplia il divario tra immobili efficienti ed energivori

La transizione energetica influenza sempre più il mercato immobiliare....

Dalla pesca sostenibile ai fondali: Findus rafforza il suo impegno per gli oceani

In occasione della Giornata Mondiale degli Oceani, Findus annuncia...

ENGIE e HEINEKEN Italia: in Sardegna nasce uno dei più grandi impianti fotovoltaici industriali d’Italia

Oltre 15.000 pannelli fotovoltaici, 8,6 MW di capacità installata...

Filiera trasparente dal seme al prodotto: Amway lancia il Tracing Tool

Amway introduce anche in Italia Amway Tracing Tool, piattaforma...

Newsletter

spot_imgspot_img

Da non perdere

Case green: in Lombardia si amplia il divario tra immobili efficienti ed energivori

La transizione energetica influenza sempre più il mercato immobiliare....

Dalla pesca sostenibile ai fondali: Findus rafforza il suo impegno per gli oceani

In occasione della Giornata Mondiale degli Oceani, Findus annuncia...

ENGIE e HEINEKEN Italia: in Sardegna nasce uno dei più grandi impianti fotovoltaici industriali d’Italia

Oltre 15.000 pannelli fotovoltaici, 8,6 MW di capacità installata...

Filiera trasparente dal seme al prodotto: Amway lancia il Tracing Tool

Amway introduce anche in Italia Amway Tracing Tool, piattaforma...

Ecodesign, circolarità e persone: Salomon accelera la trasformazione verso il 2030

In occasione della Giornata Mondiale dell'Ambiente, Salomon presenta la...
spot_imgspot_img

Case green: in Lombardia si amplia il divario tra immobili efficienti ed energivori

La transizione energetica influenza sempre più il mercato immobiliare. In Lombardia e a Milano crescono le compravendite di abitazioni ad alta efficienza energetica, mentre...

Dalla pesca sostenibile ai fondali: Findus rafforza il suo impegno per gli oceani

In occasione della Giornata Mondiale degli Oceani, Findus annuncia il lancio dei Gamberi Argentini certificati MSC, il ripristino di 50 m² di Posidonia oceanica...

ENGIE e HEINEKEN Italia: in Sardegna nasce uno dei più grandi impianti fotovoltaici industriali d’Italia

Oltre 15.000 pannelli fotovoltaici, 8,6 MW di capacità installata e 15 GWh prodotti ogni anno: il birrificio Ichnusa di Assemini copre il 100% del...