Elettrodomestici, la nuova economia della durata: meno sostituzioni e più attenzione alla riparabilità

Secondo una ricerca Ipsos Doxa per Miele, la longevità sta diventando un criterio centrale nelle scelte degli italiani: per il 58% è il primo fattore d’acquisto e il 93% considera importante la possibilità di riparare un elettrodomestico. Una tendenza che lega valore economico, efficienza e sostenibilità.

Acquistare un elettrodomestico pensando non soltanto al prezzo, ma anche a quanto potrà durare nel tempo. È una prospettiva che sembra guadagnare spazio nelle abitudini degli italiani e che porta con sé una riflessione più ampia sul modo di consumare.

Secondo una ricerca realizzata da Ipsos Doxa per Miele, la durata è considerata importante dal 97% degli intervistati e per il 58% rappresenta il primo criterio nella scelta di un elettrodomestico. Il dato sale al 64% tra i giovani tra 18 e 34 anni.

Una tendenza che la ricerca definisce “long-term economy”: un modello nel quale il valore di un prodotto viene valutato anche in funzione della sua capacità di rimanere efficiente e utilizzabile nel tempo.

Durata e riparabilità degli elettrodomestici, longevità prima del prezzo

Tra i principali criteri di acquisto, dopo la durata si collocano i consumi energetici, indicati dal 55% degli intervistati, mentre il prezzo iniziale raggiunge il 33%.

La durata assume un peso particolare soprattutto per gli apparecchi più presenti nella quotidianità domestica: frigorifero (81%) e lavatrice (72%) sono quelli per i quali gli italiani ritengono più importante una lunga vita utile.

E la disponibilità a investire in un prodotto più longevo è elevata: il 97% degli intervistati dichiara di essere disposto a spendere di più per un elettrodomestico destinato a durare maggiormente.

Per il 50% del campione, la durata ideale supera gli 11 anni, mentre uno su cinque considera adeguata una vita utile superiore ai 15 anni.

Riparare invece di sostituire

La sostenibilità, secondo i dati raccolti, passa anche dalla possibilità di prolungare la vita degli apparecchi.

Per l’84% degli italiani, infatti, l’elettrodomestico più sostenibile è quello che non deve essere sostituito frequentemente. Il 67% associa la sostenibilità proprio alla durata nel tempo e alla riparabilità, mentre il 54% indica l’efficienza energetica.

Particolarmente significativo il dato sulla riparabilità: il 93% la considera importante e per il 54% è un aspetto “molto importante”. Il dato arriva al 64% nella fascia tra i 55 e i 64 anni.

La logica è quindi quella di estendere il più possibile la vita utile di ciò che già possediamo, riducendo la necessità di sostituzioni frequenti.

Tecnologia sì, ma se porta un beneficio concreto

Anche il concetto di innovazione sembra cambiare. Per gli intervistati, una tecnologia è realmente utile soprattutto quando permette di ridurre i consumi energetici (59%), contribuisce a far durare più a lungo il prodotto (40%) o riduce la necessità di manutenzione (26%).

Le nuove funzionalità, considerate in quanto tali, scendono invece all’ultimo posto, con il 18%.

Il dato suggerisce una concezione dell’innovazione meno legata alla quantità di funzioni disponibili e più alla loro utilità concreta nella vita quotidiana.

Quando un elettrodomestico entra nella memoria di casa

La durata ha anche una dimensione che va oltre la sostenibilità e il valore economico. Per 8 italiani su 10, gli oggetti che rimangono a lungo in casa finiscono per entrare nella storia della famiglia.

Il 71% degli intervistati ricorda almeno un elettrodomestico particolarmente durevole che ha accompagnato la propria vita. Tra quelli più citati ci sono frigoriferi (35%) e lavatrici (34%), apparecchi che per la loro presenza quotidiana diventano parte della memoria domestica.

Una nuova idea di consumo

La ricerca restituisce così un’immagine del consumo domestico in cui durabilità, riparabilità ed efficienza energeticaacquistano un peso crescente.

Non si tratta soltanto di scegliere un prodotto che duri più a lungo, ma di considerare il suo intero ciclo di vita: quanto consuma, quanto può essere mantenuto efficiente, quanto a lungo può rimanere in uso prima di essere sostituito.

L’indagine è stata realizzata da Ipsos Doxa dal 21 al 24 luglio 2026, con metodologia CAWI, su un campione di 1.000 persone tra i 18 e i 64 anni.

La ricerca è stata commissionata da Miele in occasione dell’inaugurazione della nuova sede italiana di Bolzano, nell’anno in cui l’azienda celebra 65 anni di presenza in Italia.

(S.R.)

Foto apertura: courtesy of ufficio stampa Miele

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