Dieci anni fa la Carinzia diventava la prima Slow Food Travel Destination al mondo. Un modello di turismo esperienziale che mette al centro piccoli produttori, biodiversità, agricoltura sostenibile e comunità locali e che sarà protagonista a Terra Madre Salone del Gusto di Torino.
Dieci anni fa la Carinzia veniva proclamata da Slow Food la prima Slow Food Travel Destination al mondo. Un riconoscimento che ha segnato una svolta nel modo di intendere il turismo enogastronomico internazionale e che oggi, a distanza di un decennio, continua a rappresentare un modello di viaggio fondato sul rapporto diretto con il territorio, con chi lo coltiva e con le comunità che ne custodiscono tradizioni e biodiversità.
Il decennale sarà celebrato anche a Terra Madre Salone del Gusto di Torino, dove la Carinzia tornerà protagonista con un programma di iniziative dedicate alla cultura gastronomica e alle esperienze Slow Food Travel.
Un modo diverso di viaggiare: il turismo sostenibile in Carinzia
Alla base del progetto c’è una visione che oggi appare sempre più attuale: il turismo enogastronomico non deve limitarsi alla degustazione di prodotti tipici, ma può diventare un’occasione per incontrare direttamente chi quei prodotti li coltiva, li alleva e li trasforma.
In Carinzia questo principio si traduce in esperienze che permettono ai visitatori di entrare nelle aziende agricole, conoscere i produttori, imparare antichi mestieri e scoprire tecniche tradizionali di lavorazione.
Il viaggiatore può così impastare il pane insieme a un maestro panettiere, produrre burro e formaggi nelle malghe, raccogliere erbe spontanee accompagnato da esperti botanici, conoscere il mondo delle api autoctone, partecipare all’affumicatura del pesce di lago oppure preparare dolci della tradizione.
Esperienze semplici e concrete, attraverso le quali comprendere il valore della stagionalità, della regionalità e dei tempi della natura, entrando in contatto con il paesaggio e con le persone che lo abitano.
Dalle valli della Carinzia a una rete di oltre 50 esperienze
Il progetto Slow Food Travel è nato nelle valli Gailtal, Lesachtal e Gitschtal e nell’area del lago Weissensee, per poi ampliarsi progressivamente alla Carinzia Centrale e alla valle Lavanttal.
Oggi la rete conta oltre cinquanta esperienze distribuite sul territorio e rappresenta uno degli esempi più interessanti di integrazione tra turismo, agricoltura, cultura alimentare e sviluppo sostenibile.
Il valore del progetto non riguarda soltanto la promozione delle eccellenze gastronomiche regionali.
La relazione più stretta tra turismo e mondo rurale contribuisce infatti a sostenere le piccole produzioni agricole, tutelare varietà locali, recuperare antiche ricette e trasmettere saperi che rischierebbero altrimenti di perdersi.
Allo stesso tempo, crea nuove opportunità economiche per le comunità rurali, dimostrando come il turismo possa diventare uno strumento di valorizzazione del territorio senza necessariamente consumarne le risorse.
Quando il turismo diventa tutela della biodiversità
È proprio questo uno degli aspetti più interessanti del modello carinziano: la sostenibilità non viene proposta come elemento aggiuntivo dell’esperienza, ma come parte integrante del modo di viaggiare.
Conoscere un produttore, entrare in un’azienda agricola o scoprire una varietà locale significa infatti comprendere meglio da dove arriva il cibo, quali risorse richiede e quale patrimonio di conoscenze si nasconde dietro un prodotto.
Il cibo diventa così una chiave per leggere il paesaggio e la cultura di un territorio e, allo stesso tempo, uno strumento per mantenere vive economie locali e produzioni di piccola scala.
Non è quindi un caso che Slow Food abbia scelto proprio la Carinzia come primo laboratorio mondiale di questo nuovo modo di viaggiare: un progetto pionieristico che negli anni ha contribuito a ispirare altre destinazioni internazionali.
La Carinzia torna a Terra Madre
La partecipazione della Carinzia a Terra Madre Salone del Gusto, appuntamento ormai consolidato, assume quest’anno un significato particolare proprio per la coincidenza con il decimo anniversario della prima Slow Food Travel Destination al mondo.
Tra gli appuntamenti in programma c’è la tradizionale Colazione con la Carinzia, venerdì 25 settembre alle 9.30 presso la Caffetteria Reale di Torino. Un momento dedicato alla degustazione di alcune specialità regionali, ma anche all’incontro e al racconto del percorso compiuto dalla destinazione in questi dieci anni.
Alla colazione saranno presenti anche i rappresentanti degli enti turistici della Gailtal e di Klagenfurt, protagonisti di un progetto di collaborazione interregionale che si inserisce nel più ampio percorso delle Giornate della Cucina Alpe-Adria, appuntamento gastronomico che ogni anno anima il capoluogo carinziano nel mese di settembre.
Il nuovo Presidio Slow Food Gelber Spänling
Tra le novità dell’edizione 2026 spicca la presentazione del nuovo Presidio Slow Food “Gelber Spänling”, un’antica varietà di susina tipica dei frutteti misti dell’Alta Carinzia e dell’area del lago Millstätter See.
Il prodotto sarà protagonista di degustazioni e incontri con i frutticoltori Horst Zwischenberger e Bernhard Huber, offrendo al pubblico l’opportunità di conoscere più da vicino una varietà legata alla storia agricola del territorio.
La tutela di queste coltivazioni rappresenta un tassello importante nella conservazione della biodiversità agricola, soprattutto in un momento in cui il recupero delle varietà tradizionali sta assumendo un ruolo sempre più importante nella costruzione di sistemi alimentari resilienti.
Nasce la rete delle Slow Food Farms
Per la prima volta Slow Food Carinzia presenterà inoltre la rete delle Slow Food Farms della Carinzia, che riunisce aziende agricole agroecologiche delle regioni Slow Food Travel, degli Slow Food Villages e della comunità “Urlaub am Bauernhof Kärnten”, dedicata alle vacanze in agriturismo.
L’obiettivo è valorizzare ulteriormente il rapporto tra agricoltura sostenibile, biodiversità e turismo, mettendo in rete realtà che condividono una visione attenta alla qualità delle produzioni, alla tutela del paesaggio e al rapporto con le comunità locali.
I pionieri del progetto Slow Food Travel Alpe Adria Carinzia racconteranno inoltre l’evoluzione del modello e i progetti transfrontalieri sviluppati dalla città di Klagenfurt insieme a Friuli Venezia Giulia e Slovenia.
Un modello che guarda al futuro
Terra Madre sarà infine l’occasione per presentare i viaggi di studio rivolti alle organizzazioni internazionali interessate ad approfondire il modello carinziano di integrazione tra agricoltura e turismo. Un modo per condividere esperienze e buone pratiche e per favorire il confronto tra territori diversi.
A dieci anni dal riconoscimento di Slow Food, la Carinzia dimostra così come un progetto nato attorno al cibo possa trasformarsi in una strategia più ampia di valorizzazione territoriale e sviluppo sostenibile.
Il futuro del turismo passa sempre più attraverso esperienze autentiche, relazioni umane e rispetto dei luoghi. E in Carinzia questo approccio è diventato, già da dieci anni, parte concreta del modo di viaggiare: conoscere ciò che si mangia significa anche conoscere chi lo produce, il paesaggio da cui proviene e la comunità che lo custodisce.
(S.R.)


