Spirits sostenibili: quando il futuro del beverage passa da packaging e filiere virtuose

Dalla tequila al rum, dal Calvados al gin: la sostenibilità entra nel mondo degli spirits con bottiglie a basso impatto, formati refill e Bag in Box, riforestazione, agricoltura rigenerativa e obiettivi di carbon neutrality. Il progetto di Proposta Spirits racconta quattro brand che stanno cambiando il modo di produrre e distribuire distillati.

Terroir, botaniche, affinamenti e artigianalità restano elementi fondamentali nella produzione di un distillato, ma oggi a questi temi se ne aggiunge uno sempre più centrale: l’impatto ambientale.

Nel mondo degli spirits la sostenibilità sta diventando una sfida che coinvolge produttori molto diversi per origine, dimensione e filosofia.

L’obiettivo comune è quello di ripensare la filiera intervenendo su più fronti: dalla scelta delle materie prime alla produzione, dalla logistica al packaging, fino alla sensibilizzazione di chi acquista e consuma.

È in questo scenario che si inserisce il progetto di Proposta Spirits, che ha scelto di valorizzare nel proprio catalogo brand accomunati da un approccio concreto alla sostenibilità. Un percorso che dimostra come innovazione e tradizione possano convivere e come anche il settore beverage possa contribuire alla costruzione di modelli produttivi più responsabili.

Misurare l’impatto: 6.317,94 kg di CO₂ risparmiati

La sostenibilità, per diventare davvero parte del cambiamento, ha bisogno anche di numeri. Per questo Proposta Spirits ha coinvolto i propri clienti in un’iniziativa legata agli acquisti effettuati sui brand maggiormente impegnati su questi temi, tra cui Buen Vato, Sapling, Two Drifters e Avallen.

A partire dai volumi acquistati e dai dati contenuti nei report di sostenibilità forniti dalle singole aziende, Proposta Spirits ha calcolato la quantità di CO₂ risparmiata rispetto alle alternative convenzionali.

Il risultato raggiunto nel 2025 è di 6.317,94 kg di CO₂ risparmiati: un dato che evidenzia come anche le scelte lungo la filiera distributiva e quelle dei clienti possano contribuire a ridurre l’impronta ambientale del settore.

Per il 2026 l’obiettivo è ancora più ambizioso: superare i 10.000 kg di CO₂ risparmiati, coinvolgendo un numero crescente di clienti e nuovi brand attenti alla sostenibilità.

Buen Vato, la tequila che ripensa anche il packaging

Dal Messico arriva Buen Vato, nato dall’incontro tra gli ingegneri ambientali di Alias Smith, azienda attiva dal 2004 nella distribuzione di spirits messicani in Europa, e la storica La Santa Rosa Distillery.

Il progetto punta a intervenire sull’intera filiera, con particolare attenzione alla riduzione dell’impronta carbonica e al miglioramento delle condizioni di lavoro, mettendo quindi sullo stesso piano tutela ambientale e dimensione sociale.

La sostenibilità passa anche dal packaging. Il Tequila Blanco è infatti disponibile, oltre che nella tradizionale bottiglia da 70 cl, nella Frugal Paper Bottle, realizzata in carta e pensata per ridurre l’impatto ambientale, e nel Bag in Box da 5 litri, formato destinato soprattutto al settore dell’ospitalità.

Una scelta che porta la riflessione sull’impatto del prodotto oltre il contenuto della bottiglia, considerando anche materiali, distribuzione e utilizzo finale.

Two Drifters, il rum carbon negative

In Inghilterra, il progetto di Two Drifters nasce dall’idea di Russ e Gemma Wakeham di creare una distilleria in cui qualità e attenzione al pianeta procedessero di pari passo.

La ricerca di soluzioni a minore impatto è parte integrante del progetto, insieme alla volontà di rendere la sostenibilità un concetto accessibile e concreto.

L’azienda lavora infatti sul miglioramento continuo dei processi produttivi, dimostrando come anche una serie di interventi puntuali possa contribuire a costruire un modello più responsabile.

Anche in questo caso il packaging diventa uno degli strumenti per ridurre l’impatto. Alcune referenze – Pure White, Lightly Spiced e Overproof Spiced Pineapple – sono disponibili nel formato Bag in Box da 5 litri, pensato soprattutto per il mondo Horeca e per ridurre l’utilizzo di materiali rispetto ai tradizionali formati in bottiglia.

Avallen, il Calvados come manifesto di sostenibilità

La Francia porta invece l’esempio di Avallen Spirits, progetto nato dalla collaborazione tra Stephanie Jordan e Tim Etherington-Judge e dedicato a una reinterpretazione contemporanea del Calvados.

Il brand è stato premiato nel 2023 come azienda di spirits più sostenibile al mondo e ha costruito la propria identità proprio intorno alla ricerca di soluzioni capaci di coniugare qualità, innovazione e attenzione ambientale.

Tra gli elementi più riconoscibili c’è ancora una volta il packaging, con l’utilizzo della Frugal Paper Bottle, caratterizzata da un impatto ambientale significativamente inferiore rispetto alle tradizionali bottiglie in vetro.

La sostenibilità si accompagna inoltre a una nuova interpretazione del distillato, pensato non soltanto per la degustazione liscia ma anche per una mixology più contemporanea, con cocktail come Calvados & Tonic e Calvados & Ginger Ale.

Sapling Spirits, dal gin alla riforestazione

Ancora più esplicito è il legame tra prodotto e tutela degli ecosistemi nel progetto britannico Sapling Spirits, nato con l’obiettivo di contribuire alla sostenibilità del settore beverage, contrastare il cambiamento climatico e produrre distillati di alta qualità.

Qui la strategia comprende riforestazione, agricoltura rigenerativa, riduzione degli sprechi e packaging sostenibile.

I distillati Sapling sono prodotti nel Regno Unito utilizzando ingredienti locali e grano britannico, distillato quattro volte: una scelta che permette di ridurre le emissioni associate al trasporto e, allo stesso tempo, di valorizzare le filiere territoriali.

Anche il packaging segue la stessa filosofia. L’intera gamma di gin e vodka è disponibile in formati refill e Bag in Box, soluzioni pensate per limitare gli sprechi e ridurre l’utilizzo di packaging.

Il London Dry Gin è proposto nel formato tradizionale da 70 cl, refill e Bag in Box da 5 litri, mentre la vodka è disponibile nelle versioni Classic e Raspberry, entrambe anche in formato refill e Bag in Box.

Dal prodotto alla filiera: una nuova idea di consumo

Gli esempi raccolti da Proposta Spirits raccontano approcci differenti, ma evidenziano una tendenza comune: la sostenibilità degli spirits non si esaurisce nella scelta di una bottiglia più leggera o di un packaging alternativo.

Significa ripensare il prodotto lungo il suo intero percorso, dalla materia prima alla produzione, dal trasporto alla distribuzione, fino al modo in cui viene servito e consumato.

Per questo accanto ai quattro brand già coinvolti, Proposta Spirits intende ampliare la propria selezione con nuove realtà impegnate sul fronte della sostenibilità ambientale e sociale.

L’obiettivo è accompagnare il cambiamento dell’intera filiera, rendendo sempre più visibili e accessibili prodotti capaci di associare qualità e responsabilità.

Nel 2026 anche una “sustainable experience” in Trentino

Il progetto guarda anche al coinvolgimento diretto dei clienti. Nel corso del 2026, Proposta Spirits punta a superare i 10.000 kg di CO₂ risparmiati e premierà i clienti che avranno contribuito maggiormente al risultato.

In particolare, chi supererà la soglia di 50 kg di CO₂ risparmiati riceverà una certificazione, mentre i locali più virtuosi saranno premiati con una sustainable experience in Trentino.

Un modo per trasformare la sostenibilità da principio dichiarato a esperienza condivisa, mostrando come ogni scelta lungo la filiera possa contribuire, anche nel mondo degli spirits, a un modello di consumo più consapevole.

(S.R.)

 

Ultimi articoli

Stop al greenwashing: dal 27 settembre nuove regole UE per i claim ambientali

Dalla Direttiva “Empowering Consumers for the Green Transition” nuove...

Quanto inquina davvero quello che compriamo? La Carbon Footprint entra nel cuore delle aziende

Dalle materie prime alla produzione, fino alla distribuzione e...

La sostenibilità come linea guida a tutela del settore e dei consumatori per Monini

Monini: la sostenibilità come linea guida a tutela del...

Newsletter

spot_imgspot_img

Da non perdere

Stop al greenwashing: dal 27 settembre nuove regole UE per i claim ambientali

Dalla Direttiva “Empowering Consumers for the Green Transition” nuove...

Quanto inquina davvero quello che compriamo? La Carbon Footprint entra nel cuore delle aziende

Dalle materie prime alla produzione, fino alla distribuzione e...

La sostenibilità come linea guida a tutela del settore e dei consumatori per Monini

Monini: la sostenibilità come linea guida a tutela del...

Tutela ambientale: la pineta di Lignano, un modello per il futuro tra ambiente, salute e turismo

Presentati i primi risultati del progetto scientifico promosso dalla...
spot_imgspot_img

Stop al greenwashing: dal 27 settembre nuove regole UE per i claim ambientali

Dalla Direttiva “Empowering Consumers for the Green Transition” nuove regole per rendere più trasparenti le dichiarazioni sulla sostenibilità e aiutare i consumatori a distinguere...

Carinzia, dieci anni di Slow Food Travel: quando il turismo sostenibile nasce dal territorio

Dieci anni fa la Carinzia diventava la prima Slow Food Travel Destination al mondo. Un modello di turismo esperienziale che mette al centro piccoli...

Quanto inquina davvero quello che compriamo? La Carbon Footprint entra nel cuore delle aziende

Dalle materie prime alla produzione, fino alla distribuzione e al fine vita: misurare le emissioni di un singolo prodotto sta diventando sempre più importante...