Dalla conservazione di 25 ettari di superficie boschiva alla gestione rispettosa della biodiversità, fino all’utilizzo di energia da fonti rinnovabili: Col Vetoraz racconta un modello di sostenibilità concreta, radicato nel legame con il territorio del Conegliano Valdobbiadene DOCG.
Ci sono valori che non si dichiarano, si praticano. Per Col Vetoraz la sostenibilità appartiene da sempre al patrimonio dell’azienda: un modo di lavorare che nasce dal profondo legame con la terra di Valdobbiadene e si traduce, ogni giorno, in scelte capaci di preservare il territorio da cui prendono vita i suoi vini.
Dalla terra alla vite, fino al calice, ogni scelta compiuta ha un obiettivo preciso: produrre eccellenza.
Un percorso di grande responsabilità, fatto anche di decisioni impegnative e controcorrente, in cui la qualità diventa il punto di partenza per costruire un modello produttivo fondato su comportamenti etici e sostenibili.
La tutela del bosco: 25 ettari per proteggere il territorio
Nell’area dei 15 comuni della denominazione Conegliano-Valdobbiadene DOCG oltre il 40% della superficie è occupato da terreni boschivi.
In questo scenario si inserisce l’impegno di Col Vetoraz, che contribuisce alla tutela ambientale attraverso la conservazione di 25 ettari di superficie boschiva.
Si stima che un ettaro di bosco possa assorbire circa 30 tonnellate di CO₂ all’anno. La scelta dell’azienda permette quindi di sottrarre dall’atmosfera circa 750 tonnellate di CO₂ ogni anno, una quantità equivalente alle emissioni annuali prodotte da circa 125 abitanti italiani.
Un risultato particolarmente significativo se rapportato alla dimensione aziendale: con una filiera produttiva composta da 25 addetti, la conservazione del bosco consente di compensare una quantità di CO₂ cinque volte superiore a quella generata internamente.
«La sostenibilità è una responsabilità quotidiana»
«Per noi la sostenibilità non è un obiettivo da raggiungere, ma una responsabilità da esercitare ogni giorno” afferma Francesca Miotto, vicepresidente e responsabile della comunicazione.
“Custodire il territorio significa garantire un futuro al nostro lavoro e alle nuove generazioni. È una visione che guida ogni decisione, dalla gestione del bosco alla cura dei vigneti, dall’utilizzo delle risorse energetiche fino al rispetto della biodiversità. Perché siamo convinti che un grande vino possa nascere solo da un ambiente sano, vivo e preservato».
Biodiversità e rispetto dell’ecosistema
Questa filosofia si riflette nella gestione quotidiana del territorio.
Durante l’anno viene effettuata una pulizia regolare delle aree boschive, attraverso sfalcio dell’erba e rimozione dei rovi, preservando però i nuovi polloni, ovvero i germogli spontanei che favoriscono il naturale rinnovo della vegetazione.
In questo modo il bosco può infittirsi e mantenere la propria capacità di rigenerazione, garantendo un ricambio naturale nel caso in cui un albero dovesse morire per cause ambientali.
Anche nei vigneti la gestione segue gli stessi principi: viene mantenuta la vegetazione spontanea, compresi i fiori, senza procedere all’estirpazione delle radici. I nidi degli animali presenti tra le viti vengono conservati e, in caso di passaggio di fauna selvatica, le attività vengono temporaneamente spostate per evitare di disturbare gli animali.
Per limitare eventuali danni alle coltivazioni vengono utilizzati esclusivamente repellenti naturali.
Energia rinnovabile per una produzione sempre più responsabile
L’impegno ambientale di Col Vetoraz riguarda anche la gestione delle risorse energetiche.
L’azienda dispone oggi di due impianti fotovoltaici: uno da 120 kW installato presso la sede principale e uno da 150 kW nella sede logistica.
A questi si aggiungerà a breve un ulteriore ampliamento da 40 kW, accompagnato da un sistema di accumulo, con l’obiettivo di aumentare ulteriormente la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili.
Un modello di impresa che guarda al futuro
Azioni che, considerate singolarmente, raccontano una scelta; osservate nel loro insieme delineano invece una vera cultura d’impresa.
Quella adottata da Col Vetoraz considera la tutela del paesaggio e delle risorse naturali non un elemento accessorio, ma la condizione imprescindibile per continuare a produrre qualità nel pieno rispetto del territorio che rende unico il Conegliano Valdobbiadene DOCG.
(S.R.)


