Macondina torna in mare: la tartaruga Caretta caretta salvata a Venezia restituita all’Adriatico

Una tartaruga Caretta caretta di 1-2 anni, trovata debilitata agli Alberoni di Venezia, è stata curata dal centro di primo soccorso del Lido e liberata in mare il 12 agosto 2026. È il nono “ritorno a casa” nella storia del centro, gestito dal Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue con il Comune di Venezia.

 

Si chiama Macondina. È una tartaruga Caretta caretta di circa 1-2 anni, trovata in gravi difficoltà il 17 luglio 2026 nella zona degli Alberoni, sul litorale veneziano. Fortemente debilitata e ricoperta di balani — i crostacei che si attaccano al carapace impedendo movimenti e alimentazione — è stata recuperata con la collaborazione del WWF locale e affidata alle cure del centro di primo soccorso del Lido di Venezia. Il 12 agosto 2026, dopo settimane di cure, Macondina è tornata in mare.

Il salvataggio: dalle cure in vasca d’acqua dolce al ritorno in Adriatico

Alla sua raccolta ha contribuito il Centro di primo soccorso NetCet, ospitato negli spazi del Centro di Soggiorno Francesco Morosini al Lido, gestito dal Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue di Venezia per conto della Fondazione Musei Civici.

Come da prassi, Macondina è stata inizialmente ospitata in una vasca d’acqua dolce per eliminare i balani — organismi epibionti che vivono attaccati ad altri organismi — senza provocare traumi o ferite. Successivamente è passata alla vasca d’acqua marina, dove ha ricominciato a nutrirsi e a recuperare peso, fino a raggiungere i parametri idonei per il ritorno in mare. La liberazione è avvenuta sotto il coordinamento della Guardia Costiera, che ha messo a disposizione un’imbarcazione e supervisionato le operazioni in qualità di autorità competente per la tutela delle specie marine protette.

Quello di Macondina è il nono “ritorno a casa” di una tartaruga soccorsa e curata dal centro, nei suoi anni di attività.

 

Un ritrovamento raro: i giovani esemplari sono ancora poco studiati

Il caso di Macondina ha un valore scientifico particolare. Il rinvenimento di tartarughe così giovani è un evento raro, e le abitudini dei piccoli esemplari di Caretta caretta nell’Adriatico sono tuttora poco note, finché non raggiungono almeno i trenta centimetri di lunghezza. Ogni animale recuperato rappresenta quindi anche un’opportunità di ricerca e di conoscenza.

“Il ritorno in mare di questa Caretta caretta è il risultato concreto di un impegno che il Comune di Venezia porta avanti con convinzione nella tutela dell’ambiente marino. Ogni animale recuperato, curato e restituito al mare testimonia il valore di un progetto che unisce competenze, cooperazione internazionale e attenzione alla biodiversità.”

— Simone Venturini, Sindaco di Venezia

“Importante è anche studiare gli esemplari deceduti, fondamentali per capire lo stato di salute del mare, il tutto in un contesto di educazione ambientale che, insieme alla salvaguardia e alla ricerca scientifica, è obiettivo primario del nostro Istituto.”

— Luca Mizzan, Responsabile del Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue

Cosa fare se si avvista una tartaruga in difficoltà

La liberazione di Macondina è l’occasione per ricordare le norme di comportamento in caso di avvistamento di un esemplare in difficoltà. La Caretta caretta è una specie protetta da leggi nazionali e internazionali.

In barca: se la tartaruga è attiva, non disturbarla e mantieni almeno 10 metri di distanza. Se sembra in difficoltà, prendi le coordinate e scatta foto senza interferire.

In spiaggia: osserva senza toccare, scatta foto con un riferimento di dimensione (ad esempio una bottiglia) e contatta subito il 1530 (Guardia Costiera). Non lasciarla sola e segui solo le istruzioni dei soccorritori.

Cosa NON fare: non toccare la tartaruga, non rimuovere oggetti dal corpo, non rimetterla in mare, non spostarla senza indicazioni.

In attesa dei soccorsi: tienila all’ombra e coprila con un panno bagnato, senza coprire le narici.

In caso di carcassa: segnala sempre al 1530. I dati raccolti sono fondamentali per la ricerca e la tutela della specie. È possibile segnalare anche a musei, Comune, Università e WWF.

🐢 Il centro di primo soccorso del Lido di Venezia

Il Centro NetCet agli Alberoni è il primo e unico punto di raccolta degli esemplari vivi in difficoltà rinvenuti sul litorale veneziano. Garantisce una prima visita veterinaria e una degenza fino alla stabilizzazione delle condizioni di salute, per permettere all’animale di affrontare l’eventuale trasferimento in una struttura specializzata o direttamente il ritorno in mare.

Attivo dal 2012, è gestito dalla Fondazione Musei Civici con il supporto del Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue. Coordina volontari locali (CTLV, Protezione Civile, associazioni) e veterinari, oltre ai trasferimenti verso la Fondazione Cetacea di Riccione e altri centri

 

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