PlanEat, prima in Italia: la Natura entra nel Consiglio di Amministrazione

Per la prima volta in Italia, una società modifica il proprio statuto per dare alla Natura un ruolo giuridicamente vincolante nel Consiglio di Amministrazione. A farlo è PlanEat, società benefit del foodtech fondata da Nicola Lamberti. Il nuovo membro si chiama Custode della Natura e ha diritto di parere su ogni decisione strategica che riguardi gli ecosistemi.

 

Una prima volta assoluta in Italia

In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente (5 giugno), PlanEat compie un atto concreto e senza precedenti in Italia: una modifica statutaria che porta la Natura — con obblighi giuridici vincolanti — dentro il proprio Consiglio di Amministrazione.

Il nuovo membro si chiama Custode della Natura ed è, a tutti gli effetti, un amministratore: con un mandato preciso, requisiti di nomina definiti per statuto, un diritto di parere su ogni decisione strategica che riguardi gli ecosistemi e un obbligo di rendicontazione annuale.

PlanEat è una società benefit del foodtech fondata nel 2020 dal fisico e imprenditore Nicola Lamberti — già fondatore di Trovaprezzi — che ha sviluppato una piattaforma per eliminare lo spreco alimentare alla fonte. Dalla sua nascita ha gestito circa 1.013.880 ordini e salvato 124 tonnellate di cibo.

Nicola Lamberti, Fondatore e Socio di riferimento, PlanEat

 

Come funziona il Custode della Natura

Il meccanismo centrale è la categoria delle “Materie Rilevanti per la Natura”: un insieme di decisioni strategiche — dalla selezione dei fornitori al packaging, dagli investimenti all’adozione di nuovi processi produttivi — che richiedono la presenza del Custode per essere validamente deliberate. In sua assenza, il CdA risulta privo del quorum costitutivo su quelle materie.

Per ciascuna decisione, il Custode prepara un parere scritto con la valutazione dell’impatto ambientale. Se il CdA delibera in senso contrario, è tenuto a motivare pubblicamente — nel verbale e sul sito aziendale — le ragioni dello scostamento. A fine esercizio, presenta un rapporto annuale sulle decisioni prese e i loro effetti concreti sulla Natura.

I requisiti per ricoprire il ruolo sono fissati nello statuto: laurea in discipline ambientali, giuridiche, economiche o ingegneristiche — o almeno cinque anni di esperienza equivalente — assenza di condanne per reati ambientali e assenza di conflitti di interesse. Il Custode può essere anche una persona giuridica, come una ONG.

Il framework e i precedenti internazionali

Il modello si ispira al framework “Onboarding Nature”, sviluppato da B Lab Benelux con l’Earth Law Center e la Nyenrode Business Universiteit, che individua quattro livelli progressivi attraverso cui le aziende possono coinvolgere la Natura nei processi decisionali. PlanEat adotta il quarto e più avanzato: quello dell’amministratore.

Il precedente internazionale è Faith in Nature, produttrice britannica di cosmetici naturali che nel 2022 ha per prima inserito nel proprio statuto un consigliere con mandato di tutelare gli interessi della Natura. L’architettura giuridica italiana è stata costruita da Nicola Carù e Riccardo Ruosi di RPLT RP legalitax, adattando per la prima volta il modello al diritto societario italiano.

Le implicazioni legali

L’introduzione del Custode della Natura ha rilevanti conseguenze sul piano della responsabilità degli amministratori. Nel quadro normativo ESG in rapida evoluzione — dalla Corporate Sustainability Reporting Directive alla Corporate Sustainability Due Diligence Directive europea — un organo amministrativo privo di strumenti strutturati per gestire i rischi ambientali si espone a potenziali responsabilità verso i soci. Istituire un Custode della Natura è anche una forma di presidio del rischio legale per l’intero consiglio.

Nicola Carù, Corporate M&A and Impact Investing Lawyer

Le voci dei protagonisti

“Con questa scelta, la Natura entra nel nostro Consiglio di Amministrazione non come un concetto astratto, ma come il sistema vivente da cui tutti dipendiamo: ecosistemi, biodiversità, equilibri fragili e spesso invisibili che rendono possibile la vita. Abbiamo voluto riconoscerle una voce concreta e protetta da meccanismi giuridici reali, perché crediamo che anche ciò che non può rappresentarsi da solo — ciò che è più vulnerabile, silenzioso o privo di potere — abbia diritto di esistere, evolvere ed essere tutelato. Il futuro dell’impresa non può essere separato dal futuro degli ecosistemi e delle persone che da essi dipendono, oggi e nelle generazioni future,” dichiara Nicola Lamberti, Fondatore e Socio di riferimento di PlanEat.

“Con ‘Onboarding Nature’, RPLT ha voluto rispondere a una sfida concreta che il diritto societario italiano non aveva ancora affrontato in modo sistematico: come tradurre la tutela della Natura in meccanismi di governance giuridicamente efficaci, coerenti con il nostro ordinamento e immediatamente operativi per le imprese. Il lavoro che abbiamo condotto rappresenta il frutto di un’analisi approfondita dei precedenti internazionali e di una rielaborazione originale pensata per il contesto italiano, nella convinzione che l’innovazione giuridica sia oggi uno strumento indispensabile per accompagnare la transizione verso un modello d’impresa davvero sostenibile”, dichiara Nicola Carù, Corporate M&A and Impact Investing Lawyer.

“Con l’introduzione del Custode della Natura, la sostenibilità assume una dimensione concreta e diventa una responsabilità integrata nella governance. Non si tratta più soltanto di misurare l’impatto, ma di iniziare a riconoscere la Natura come parte delle decisioni d’impresa. È un cambiamento prima di tutto culturale: introduce nell’impresa una prospettiva intergenerazionale e una nuova idea di valore, non più legata soltanto alla crescita immediata, ma alla capacità di preservare equilibri, rigenerare risorse e generare benefici durevoli per le persone, gli ecosistemi e le generazioni future”, dichiara Romina Lardo, Sustainability, ESG & Corporate Culture Manager di PlanEat.

Romina Lardo, Sustainability, ESG & Corporate Culture Manager, PlanEat

Un movimento globale che entra in azienda

Il dibattito sui diritti della Natura sta uscendo dalla filosofia del diritto per entrare nelle aule giudiziarie e nei parlamenti: Ecuador e Bolivia li hanno costituzionalizzati, la Nuova Zelanda li ha riconosciuti al fiume Whanganui. In Europa il percorso legislativo è ancora agli inizi. La governance aziendale, con la sua capacità di muoversi più velocemente del legislatore, può aprire la strada.

Tutto su PlanEat

PlanEat è una società benefit foodtech che ha sviluppato una piattaforma innovativa, sofisticata e completamente modulabile per fare la spesa online e pianificare il servizio mensa di scuole, aziende ed enti pubblici con caratteristiche di sostenibilità, contribuendo a ridurre lo spreco alimentare alla fonte, grazie alla pianificazione digitale. Nata nel marzo 2020 su iniziativa dell’imprenditore Nicola Lamberti (già fondatore di 7Pixel e Trovaprezzi), PlanEat è partecipata da StarTIP, Mercurio Holding e HB4. Come società benefit, integra nel proprio oggetto sociale, accanto agli obiettivi economici, lo scopo di generare un impatto positivo sulla società e sulla biosfera. Come piattaforma per la spesa online, PlanEat consente di acquistare in modo semplice e veloce partendo dalle ricette: gli utenti ricevono a casa tutti gli ingredienti già dosati, suddivisi in contenitori lavabili e riutilizzabili. In questo modo si evita ogni spreco di cibo e si azzerano i rifiuti da packaging. Come piattaforma foodtech per la gestione dei servizi di ristorazione collettiva (mense scolastiche, aziendali e pubbliche), PlanEat agisce da intermediario virtuoso tra fornitori e destinatari dei pasti — che si tratti di lavoratori, studenti, dipendenti pubblici. Il suo meccanismo premiante si basa sulla pianificazione: dunque per la spesa online, l’utente acquista solo le quantità necessarie per preparare ogni piatto, eliminando gli avanzi domestici; per la ristorazione collettiva, invece, il sistema riduce a zero gli sprechi grazie alla programmazione anticipata dei pasti e al coinvolgimento diretto dell’utente finale. Dalla sua nascita, PlanEat ha già gestito circa 1.013.880 ordini (di cui 956.515 per il servizio aziende e 57.365 per clienti privati) e “salvato” 124 tonnellate di cibo. Il dato relativo al non spreco è aggiornato quotidianamente sul sito grazie a calcolatori validati in collaborazione con l’Università degli Studi di Pavia. Tra i clienti aziendali di PlanEat figurano Bending Spoons, AstraZeneca, SeaVision, Galbusera, Fondazione Milano Cortina e Geico.

Chi è RPLT RP legalitax

RPLT è uno studio legale e tributario a servizio completo, nato dall’integrazione tra RP Legal & Tax – fondato nel 1949 e presente in Italia con sette sedi – e Legalitax Studio Legale e Tributario, con circa 250 professionisti e oltre 30 aree di attività. Lo studio opera in un ampio spettro di aree di pratica, tra cui Corporate M&A, ESG & Legal Impact, Start-up & Venture Capital, Banking & Finance, Healthcare & Life Sciences, Litigation & Arbitration, Aviation & Space, Logistics & Transportation, Compliance & Regulatory, IP, Privacy & Data Protection, TMT, e molte altre: https://www.rplt.it/competenze/. La dimensione internazionale dello studio è supportata da desk dedicati per Europa, Asia e Africa, con la capacità di fornire consulenza in inglese, francese, tedesco e spagnolo nonché attraverso una rete di studi legali internazionali, consulenti e banche. Una caratteristica distintiva dello studio è il suo impegno di lunga data in materia di ESG e sostenibilità: è stato tra i primi in Italia a istituire un dipartimento dedicato all’Impact & Sustainability e ha ottenuto la certificazione B Corp nel settembre 2023.

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