Secondo l’Osservatorio SodaStream 2026 sugli usi e consumi idrici domestici, il 90% degli italiani adotta buone pratiche di risparmio idrico — docce brevi, elettrodomestici a pieno carico, rubinetti chiusi — ma solo il 20% ha installato rubinetteria di ultima generazione.
Buone notizie sul fronte del risparmio idrico domestico: secondo i dati della seconda edizione dell’Osservatorio sugli usi e consumi idrici in casa, promosso da SodaStream e diffuso in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua 2026,
oltre 9 italiani su 10 adottano comportamenti virtuosi nell’utilizzo quotidiano dell’acqua, con un incremento del 10% rispetto al 2025.
Ma c’è un rovescio della medaglia: quando si tratta di investire in soluzioni tecnologiche efficienti, il Paese frena ancora.
Acqua: le buone abitudini sono ormai routine
I gesti più semplici hanno ormai attecchito nella quotidianità domestica degli italiani.
Il 92% sceglie la doccia al posto del bagno, e più di 8 su 10 la mantiene sotto i 10 minuti. Il 90% utilizza lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico, e 1 italiano su 2 lava frutta e verdura in ammollo anziché sotto acqua corrente. Cresce anche l’attenzione ai rubinetti: l’82% li chiude sistematicamente quando l’acqua non serve, contro percentuali più basse rilevate negli anni precedenti.
In aumento pure la cura degli impianti domestici: il 56% degli intervistati dichiara di effettuare controlli regolari, nove punti percentuali in più rispetto al 2025.

Chi è più virtuoso? La fascia 46-65 anni
A guidare la classifica delle buone pratiche sono gli italiani tra i 46 e i 65 anni, con oltre il 70% che adotta comportamenti sostenibili in modo sistematico. Seguono i 36-45enni (circa 68%), mentre i più giovani, tra i 25 e i 35 anni, si attestano intorno al 63% — un dato comunque incoraggiante, ma con ampi margini di miglioramento.
Resta invece ancora bassa, trasversalmente a tutte le fasce d’età, la pratica del recupero dell’acqua piovana o di cottura: solo il 22% degli over 46 la mette in atto, mentre il 40% dichiara di non farlo mai.
Il gap tecnologico: la consapevolezza non basta
È qui che emerge la contraddizione più evidente. Nonostante l’alta sensibilità ambientale — l’84% degli italiani si dice disposto a cambiare abitudini per ridurre la plastica monouso — solo il 20% ha installato rubinetteria di ultima generazione. Il cambiamento, insomma, resta per ora soprattutto comportamentale, e fatica a tradursi in interventi strutturali sulle abitazioni.
Le regioni più virtuose
A livello geografico, sul podio del risparmio idrico domestico salgono Emilia-Romagna (80%), Piemonte (78%) e Lombardia (76%).
“Promuovere una cultura della sostenibilità è per noi una priorità concreta, che passa anche dai gesti quotidiani”, ha dichiarato Petra Schrott, Head of Marketing SodaStream Italia, sottolineando come l’Osservatorio nasca proprio dalla volontà di sensibilizzare i consumatori verso scelte più consapevoli e rispettose delle risorse.

(P.P)


