Dal rapporto con la natura alla respirazione consapevole, dall’ecogastronomia alla critica della falsa sostenibilità, fino all’arte del riposo. Sei libri da mettere in valigia per un’estate all’insegna della lentezza, della consapevolezza e di uno stile di vita più rispettoso dell’ambiente. Ecco la nostra biblioteca green da portare in vacanza.
L’estate è il momento perfetto per rallentare, cambiare prospettiva e concedersi il piacere di una buona lettura. In valigia, accanto a costume e scarponcini da trekking, c’è sempre spazio per un libro capace di ispirare nuovi modi di abitare il mondo.
Questa selezione della Biblioteca Green raccoglie saggi e racconti che parlano di natura, sostenibilità, alimentazione consapevole, benessere, città, riposo e rapporto con l’ambiente.
Biblioteca green in valigia: libri che fanno bene al pianeta (e a noi) da leggere in vacanza
Pagine da leggere sotto l’ombrellone, durante un viaggio in treno o all’ombra di un bosco, per trasformare il tempo delle vacanze in un’occasione di riflessione e crescita personale. Perché anche una lettura può diventare il primo passo verso uno stile di vita più lento, consapevole e rispettoso del pianeta.

Lo zen e l’arte di andare a funghi
C’è chi considera l’andare a funghi un semplice passatempo e chi, invece, vi riconosce qualcosa di più profondo. In “Lo zen e l’arte di andare a funghi”, il nuovo libro di Matteo Righetto, il bosco si trasforma in uno spazio di ascolto, meraviglia e consapevolezza, lontano dalla frenesia che caratterizza la vita quotidiana.
Più che un manuale dedicato alla raccolta dei funghi, il volume è un saggio poetico che intreccia ricordi personali, incontri, suggestioni letterarie e riflessioni filosofiche, accompagnando il lettore alla scoperta di una dimensione più lenta e autentica del vivere.
Per Righetto, il gesto antico del cercare funghi rappresenta infatti una forma di ritorno alla natura e, al tempo stesso, un esercizio di attenzione e di libertà. Nel bosco non esistono scorciatoie, algoritmi o risultati garantiti: si impara ad aspettare, a osservare e persino ad accettare di perdersi. È proprio in questa sospensione che si nasconde una preziosa lezione di equilibrio.
Tra le Dolomiti, i miti antichi, la memoria familiare e le suggestioni della filosofia orientale, “Lo zen e l’arte di andare a funghi” propone una riflessione attuale sul nostro rapporto con il tempo e con l’ambiente.
Un invito a riscoprire il valore della lentezza e a costruire una relazione più rispettosa e meno predatoria con la natura, riconoscendo nel bosco un maestro silenzioso capace di restituirci serenità e ordine interiore.
Perché, come suggerisce l’autore, a volte è proprio accettando di perdersi che si riesce davvero a ritrovare sé stessi. Matteo Righetto, scrittore e filosofo della montagna, vive tra Padova e Colle Santa Lucia (Dolomiti).
Matteo Righetto, Lo zen e l’arte di andare a funghi, Feltrinelli, 14 euro, 128 pagine

Buono, pulito e giusto
Rivendicare il Buono è tutelare il diritto al piacere nel rispetto delle differenti culture: stiamo parlando di felicità. Pulito è rispetto della Terra, degli altri e di se stessi: lavorare perché la sostenibilità sia praticata a livello globale è un’altra parte della nostra missione di civiltà.
Giusto è la misura della gratificazione per chi produce e chi si nutre, il senso del limite.
È un impegno politico che serve a migliorare la qualità della vita di tutte e tutti. A vent’anni dalla sua prima edizione, a dieci dalla sua riedizione, nell’anno della scomparsa del suo autore la casa editrice ha scelto di riportare in libreria un classico, un libro che ha reinventato la gastronomia del XXI secolo, il testo iconico di Carlin Petrini.
Buono, pulito e giusto è diventato uno slogan simbolo di una visione del mondo che ha rovesciato gli stereotipi sul cibo, l’ambiente, la natura, l’agricoltura. In un racconto che costruisce una teoria, intreccia analisi, impegno ed esperienze autobiografiche,
Carlo Petrini esorta il lettore a farsi egli stesso eco-gastronomo, a essere cittadino del mondo e protagonista di una grande rete internazionale che custodisca il pianeta leggendo attraverso il cibo l’intera esistenza.
Carlo Petrini (Bra, 1949-2026) ha fondato Arcigola, divenuta nel 1986 Arcigola-Slow Food e nel 1989 l’associazione internazionale Slow Food. Ha ideato il Salone internazionale del Gusto di Torino, la rete di Terra Madre e l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Nel 2004 la rivista «Time Magazine» gli ha attribuito il titolo di Eroe Europeo del nostro tempo nella categoria “Innovator”.
Nel 2008 è l’unico italiano che il quotidiano inglese «The Guardian» include tra le «50 persone che potrebbero salvare il mondo». Nel 2013 gli viene conferito dal Programma Ambiente delle Nazioni Unite (Unep) il premio Campione della Terra. Dei suoi titoli ricordiamo Terrafutura, dialoghi con Papa Francesco sull’ecologia integrale e, con Gael Giraud, Il gusto di cambiare. È autore della Guida alla lettura dell’Enciclica Laudato si’ di Papa Francesco.
Carlo Petrini, Buono, pulito e giusto, con una nuova introduzione di Michele Serra, Slow Food Editore, 352 pagine, 18 euro

È il capitalismo, bellezza!
Il nostro è un tempo in cui ormai tutto si è estetizzato, dalla politica alla vita quotidiana filtrata dai social e data in pasto ai follower, di modo che possano prima invidiarci per poi subito provare a emularci. Siamo immersi in una realtà completamente anestetizzata, fatta di spazi architettonici sapientemente costruiti per farci sentire al sicuro, protetti dalle ingiustizie e dalla violenza che invece sono sempre piú presenti attorno a noi.
È l’evoluzione estetica del capitalismo, guidata dall’imperativo morale per cui ciò che è bello deve essere anche buono e giusto. Un’evoluzione che è andata di pari passo con la sparizione del futuro come orizzonte di conflitto e cambiamento.
E le città sono il laboratorio privilegiato attraverso cui osservare questa mutazione. Dai nuovi quartieri pensati a misura di miliardari, sempre piú simili ad asettici rendering, alle scritte sui muri che si trasformano in murales finanziati dalla fondazione bancaria.
Dai parchi in cui spariscono le panchine o si trasformano per non permettere di sdraiarsi per diventare attrazioni turistiche, ai centri storici ormai svuotati dei loro abitanti. Per arrivare alle periferie, che sono sempre luoghi orrendi, pericolosi e abitati da barbari; e che vanno civilizzate magari con un bel design district.
L’autore ci mostra, in queste pagine caustiche e precise, quello che sta succedendo alle nostre città (e quindi al nostro mondo), che non sono piú nostre ma di chi le usa come bancomat. E ci spiega perché ciò che è bello per alcuni, per pochi, non è per niente buono e giusto per tutti gli altri.
Giovanni Semi è professore ordinario di sociologia urbana presso l’Università degli Studi di Torino. Si è occupato di trasformazioni urbane, mutamento sociale e migrazioni. Ha pubblicato Gentrification. Tutte le città come Disneyland? (il Mulino 2015) e Breve manuale per una gentrificazione carina (Mimesis 2023).
Giovanni Semi, È il capitalismo, bellezza! L’estetica all’assalto delle città, Maverick, Einaudi, pp. 178, 18 euro

Il mito infranto. Come la falsa sostenibilità ha reso il mondo più ingiusto
Una delle parole più in voga e più sfruttate in questi anni è «sostenibilità», ma a forza di appiccicarla ovunque ne abbiamo smarrito il significato essenziale: non esiste infatti una sostenibilità che prescinda dalla riduzione delle disuguaglianze, da una distribuzione meno concentrata della ricchezza, dal colmare l’abisso di «un mondo dove in una stanza si crepa e nell’altra si spreca», e dal funzionamento degli organismi internazionali che dovrebbero ridurre i conflitti e invece hanno lasciato il mondo in balia di «una terza guerra mondiale combattuta a pezzi», secondo una celebre definizione di papa Francesco.
Il modello di sviluppo green che si è imposto, sganciato dalla sua radice originaria, ha creato nuove fratture, nuovi muri e nuovi privilegi a vantaggio di ristretti gruppi di fortunati. E si è fatta così strada una falsa sostenibilità, un concetto che specula su una parola così decisiva per il nostro futuro.
Antonio Galdo, giornalista e scrittore esperto di tematiche ambientali, analizza alcuni settori chiave della nostra società, della nostra economia e della nostra vita quotidiana – il cibo, l’auto elettrica e la mobilità in generale, il clima, le città e l’intelligenza artificiale – e dati alla mano fotografa la deriva in atto sotto l’etichetta della sostenibilità.
Una deriva, suggerisce Galdo, che può essere arginata da due fattori: i nostri stili di vita e la riconquista del primato della politica sulla tecno-finanza. Un critica lucida e impietosa della falsa applicazione del concetto di sostenibilità, che sta peggiorando in modo sostanziale gli equilibri del pianeta, aumentando le disuguaglianze e i conflitti.
Il libro finalista al Premio Vero 2025 de Il Post, torna in questa nuova versione aggiornata.
Antonio Galdo, Il mito infranto. Come la falsa sostenibilità ha reso il mondo più ingiusto, Codice Edizioni, 19 euro, 224 pagine

L’arte di riposare. L’ozio meditativo per rigenerare corpo, mente e spirito
Non siamo più capaci di riposarci nei momenti vuoti: in una sala d’attesa, in treno, prima di dormire. Riempiano ogni pausa e ogni silenzio con parole, rumori e contenuti digitali. Anche nei weekend o in vacanza sentiamo sempre il bisogno di “fare” qualcosa. Abbiamo perso l’abitudine a star fermi, senza obiettivi, semplicemente presenti. Ed è per questo che la cifra della post-modernità sembra essere la spossatezza.
Da questo innegabile presupposto Anna Maria Foli parte per riscoprire l’ozio come pratica quotidiana di rigenerazione.
Attraverso un affascinante percorso storico e filosofico l’autrice mostra come il vero riposo non sia semplice inattività, ma una scelta indispensabile per ritemprare corpo, mente e spirito. Non più noia o inerzia, dunque, ma un territorio fertile in cui maturano creatività, equilibrio e libertà interiore.
Un libro di forte richiamo trasversale, che suggerisce pratiche concrete e rituali accessibili a tutti: dalla camminata lenta all’arteterapia, dalla meditazione alla lettura, dal social detox al knitting (lavorare a maglia), dal birdwatching (osservazione degli uccelli) allo sleeptourism (turismo del sonno), per finire con corroboranti immersioni nei “luoghi del silenzio” e nelle oasi naturalistiche.
Riposare – oggi – è più che mai un’arte. «Il riposo non è ciò che resta quando abbiamo terminato di sbrigare tutte le faccende. È uno spazio vitale che dev’essere anzitutto desiderato, poi costruito, e infine difeso».
Un viaggio nel cuore del benessere autentico. Un manuale che intercetta un bisogno profondo del nostro tempo: imparare a rallentare senza sentirsi in colpa. In una società che celebra efficienza e produttività, questo libro ribalta la prospettiva e restituisce dignità all’ozio come scelta salutare, consapevole, talvolta perfino rivoluzionaria.
Anna Maria Foli, “L’arte di riposare. L’ozio meditativo per rigenerare corpo, mente e spirito“, San Paolo, 18 euro, 208 pagine

Atlante illustrato del respiro
Le vacanze sono spesso il momento ideale per rallentare, ritrovare il contatto con la natura e dedicare più tempo al proprio benessere. Tra passeggiate all’aria aperta, momenti di relax e una maggiore attenzione a sé stessi, può essere anche l’occasione per riscoprire un gesto tanto semplice quanto prezioso: respirare in modo consapevole.
È da questa idea che nasce Atlante Illustrato del Respiro. 100 esercizi pratici per grandi e piccoli per ritrovare calma, energia, sonno e concentrazione (Gribaudo), il nuovo libro di Mike Maric, medico, docente universitario ed esperto di respirazione. Attraverso cento esercizi pratici, l’autore accompagna il lettore alla scoperta dei benefici di una respirazione corretta per migliorare il benessere quotidiano, dalla gestione dello stress alla qualità del sonno, fino alla concentrazione e alle prestazioni fisiche.
In un mondo frenetico, respirare bene è una competenza sottovalutata. Il volume offre un percorso organizzato per età, contesto e obiettivo, con esercizi passo-passo accompagnati da illustrazioni intuitive.
Si va dalla gestione dello stress alla qualità del sonno, dalla concentrazione in ufficio alla performance atletica, fino alla regolazione emotiva nei momenti di tensione. Una vera mappa del benessere, perché il respiro è la porta d’ingresso alla mente e al corpo.
Tra i capitoli più originali trova spazio anche il ruolo del respiro nella relazione di coppia, con semplici esercizi pensati per favorire ascolto reciproco, rilassamento e connessione emotiva. Un invito a riscoprire il respiro come alleato naturale dell’equilibrio psicofisico, sempre a disposizione e capace di accompagnarci anche durante il tempo più prezioso dell’anno: quello dedicato a noi stessi.
Mike Maric, Atlante Illustrato del Respiro. 100 esercizi pratici per grandi e piccoli per ritrovare calma, energia, sonno e concentrazione (Gribaudo), 200 pagine, 20 euro
(S.R.)
Foto apertura di Filip Urban su Unsplash


