Depaving: quando rimuovere l’asfalto diventa una strategia per città più resilienti

Ridurre le superfici impermeabili per restituire spazio al suolo naturale è una delle soluzioni più efficaci contro allagamenti, isole di calore e consumo di suolo. Il depaving si afferma come uno strumento concreto per la rigenerazione urbana e la gestione sostenibile delle acque meteoriche.

 

Negli ultimi anni il cambiamento climatico ha reso sempre più evidenti i limiti delle città altamente impermeabilizzate. Piogge intense concentrate in pochi minuti, temperature estive record e crescente pressione sulle reti fognarie impongono un ripensamento della progettazione urbana. In questo contesto il depaving, ovvero la rimozione delle pavimentazioni impermeabili per restituire permeabilità al terreno, sta emergendo come una delle strategie più efficaci per aumentare la resilienza delle aree urbane.

Non si tratta semplicemente di eliminare asfalto o cemento, ma di intervenire sul rapporto tra città e ciclo naturale dell’acqua, favorendo l’infiltrazione nel terreno, riducendo il deflusso superficiale e creando nuovi spazi verdi in grado di migliorare il microclima urbano.

Un approccio integrato alla gestione delle acque

Per decenni la pianificazione urbana ha privilegiato superfici asfaltate e pavimentazioni continue, con l’obiettivo di facilitare mobilità e urbanizzazione. Il risultato è un progressivo aumento delle superfici impermeabili che impediscono all’acqua piovana di infiltrarsi naturalmente nel terreno.

Durante gli eventi meteorici più intensi, l’acqua viene così convogliata rapidamente verso le reti di drenaggio, spesso già prossime alla saturazione. Le conseguenze sono ormai note: allagamenti, sovraccarico dei sistemi fognari, erosione e dispersione di una risorsa che potrebbe invece contribuire alla ricarica delle falde.

Il depaving ribalta questo modello, riportando il suolo al centro della gestione delle acque meteoriche e integrandosi con le cosiddette Nature Based Solutions (NBS), oggi sempre più presenti nei programmi europei di adattamento climatico.

Depaving: i benefici ambientali

La rimozione delle superfici impermeabili produce effetti positivi sotto diversi punti di vista.

Il primo riguarda la gestione idraulica. Aumentando la permeabilità del terreno diminuisce il volume di acqua che raggiunge le reti di drenaggio durante gli eventi estremi, contribuendo a ridurre il rischio di allagamenti.

Un secondo beneficio è rappresentato dalla mitigazione delle isole di calore urbane. Asfalto e calcestruzzo accumulano infatti grandi quantità di calore durante il giorno, rilasciandolo lentamente nelle ore notturne. La sostituzione con superfici vegetate o drenanti favorisce invece l’evapotraspirazione e contribuisce ad abbassare la temperatura degli spazi urbani.

Il depaving favorisce inoltre la biodiversità, migliora la qualità paesaggistica degli spazi pubblici e contribuisce alla ricarica delle falde acquifere.

Dove si interviene

Le operazioni di depaving interessano soprattutto superfici sovradimensionate o sottoutilizzate.

Tra gli interventi più frequenti figurano la trasformazione di parcheggi asfaltati, piazzali industriali, cortili scolastici, aree commerciali, marciapiedi e spazi residuali, sostituendo le vecchie pavimentazioni con materiali drenanti, aiuole, rain garden o superfici verdi.

L’obiettivo non è eliminare completamente le aree pavimentate, ma individuare le porzioni realmente necessarie e restituire al terreno quelle prive di una funzione strategica.

Una nuova opportunità per progettisti e gestori

Il depaving richiede un approccio multidisciplinare che coinvolge ingegneri idraulici, progettisti, architetti del paesaggio, imprese e gestori del servizio idrico integrato.

La progettazione deve infatti considerare permeabilità dei terreni, capacità di infiltrazione, gestione delle acque meteoriche, scelta dei materiali drenanti e integrazione con le reti esistenti.

In questo scenario assumono un ruolo crescente anche le tecnologie di monitoraggio, che consentono di verificare nel tempo il comportamento delle superfici drenanti e valutare l’efficacia degli interventi attraverso dati oggettivi.

Una leva per la rigenerazione urbana

Sempre più città europee stanno inserendo il depaving all’interno delle proprie strategie di adattamento climatico e rigenerazione urbana. Oltre agli evidenti vantaggi ambientali, questi interventi contribuiscono infatti a migliorare la qualità dello spazio pubblico, incrementare il verde urbano e rendere le città più vivibili.

Per il settore delle costruzioni e delle infrastrutture si tratta di un cambiamento culturale oltre che progettuale.

L’obiettivo non è più soltanto realizzare nuove superfici, ma ripensare quelle esistenti secondo una logica di sostenibilità, resilienza e gestione intelligente delle risorse idriche.

In un contesto caratterizzato da eventi climatici sempre più estremi, il depaving si conferma così uno degli strumenti più promettenti per trasformare le città da superfici impermeabili a ecosistemi urbani capaci di convivere con l’acqua, anziché subirla.

In apertura foto di Oxana Lyashenko su Unsplash

(P.P.)

Ultimi articoli

SUSTAINEVENTS: in Alto Piemonte cresce la rete degli eventi con certificazione ISO 20121

Dallo skyrunning al jazz, sport e cultura nell'Alto Piemonte...

Baxi riscalda (e raffredda) l’Hotel Ca’ del Rio con un sistema ibrido da 320 kW

A Casinalbo di Formigine, Baxi integra due caldaie a...

E.ON porta l’educazione energetica in oltre 1.000 classi italiane con “Risparmiamo le Energie”

Dopo il roadshow nelle piazze, E.ON entra nelle scuole:...

Daikin all’Heat Pump Day 2026: 18 milioni di pompe di calore nei climatizzatori italiani, solo il 20% usate in inverno

Daikin punta sul potenziale inespresso dei climatizzatori reversibili e...

Newsletter

spot_imgspot_img

Da non perdere

SUSTAINEVENTS: in Alto Piemonte cresce la rete degli eventi con certificazione ISO 20121

Dallo skyrunning al jazz, sport e cultura nell'Alto Piemonte...

Baxi riscalda (e raffredda) l’Hotel Ca’ del Rio con un sistema ibrido da 320 kW

A Casinalbo di Formigine, Baxi integra due caldaie a...

E.ON porta l’educazione energetica in oltre 1.000 classi italiane con “Risparmiamo le Energie”

Dopo il roadshow nelle piazze, E.ON entra nelle scuole:...

Daikin all’Heat Pump Day 2026: 18 milioni di pompe di calore nei climatizzatori italiani, solo il 20% usate in inverno

Daikin punta sul potenziale inespresso dei climatizzatori reversibili e...

La Biblioteca Rami di Istanbul è la migliore biblioteca green del mondo

La Biblioteca Rami di Istanbul è la migliore biblioteca...
spot_imgspot_img

SUSTAINEVENTS: in Alto Piemonte cresce la rete degli eventi con certificazione ISO 20121

Dallo skyrunning al jazz, sport e cultura nell'Alto Piemonte adottano la certificazione ISO 20121 per misurare e ridurre l'impatto ambientale degli eventi.   Una maratona di...

Baxi riscalda (e raffredda) l’Hotel Ca’ del Rio con un sistema ibrido da 320 kW

A Casinalbo di Formigine, Baxi integra due caldaie a condensazione e una pompa di calore per gestire riscaldamento e climatizzazione estiva di un hotel-ristorante...

E.ON porta l’educazione energetica in oltre 1.000 classi italiane con “Risparmiamo le Energie”

Dopo il roadshow nelle piazze, E.ON entra nelle scuole: 27.000 studenti in 19 regioni per imparare a consumare energia in modo consapevole.   Prima nelle piazze,...