Giornata Mondiale dell’Acqua, focus sull’acqua sprecata nel cibo che buttiamo

In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, Too Good To Go invita a riflettere sull’acqua sprecata nel cibo che buttiamo. Si può infatti stimare come quasi il 28% dell’acqua dolce globale venga impiegata per produrre cibo che non verrà mai consumato: un volume paragonabile a circa tre volte quello del Lago di Ginevra.

In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, che si celebra ogni anno il 22 marzo, Too Good To Go – azienda a impatto sociale impegnata nel contrasto allo spreco alimentare – vuole accendere i riflettori su una componente spesso invisibile dei nostri consumi: l’acqua utilizzata per produrre il cibo che poi finisce nella spazzatura.

A livello globale, circa il 40% del cibo prodotto viene perso o sprecato (WWF, 2021). Allo stesso tempo, la produzione alimentare assorbe circa il 70% delle risorse idriche disponibili.

Questo significa che si può stimare come quasi il 28% dell’acqua dolce globale venga impiegata per produrre cibo che non verrà mai consumato: un volume paragonabile a circa tre volte quello del Lago di Ginevra.

L’acqua sprecata nel cibo che buttiamo

È qui che il legame tra spreco alimentare e spreco idrico – spesso sottovalutato – diventa evidente.

Buttare un alimento non significa sprecare soltanto quel prodotto, ma anche tutta l’acqua “nascosta” necessaria per produrlo e portarlo sulle nostre tavole lungo l’intera filiera, dalla coltivazione delle materie prime fino alla trasformazione e alla preparazione.

Alcuni esempi aiutano a rendere più concreto questo concetto:

  • 1 pizza Margherita = circa 1.259 litri d’acqua, pari a 840 bottiglie da 1,5 litri

  • 1 kg di pasta = circa 1.849 litri, l’equivalente di 12 vasche da bagno

  • 1 kg di formaggio (Parmigiano) = circa 5.000 litri, pari a 50 giorni di acqua potabile per una persona

(Fonte: Water Footprint Network)

Ridurre lo spreco alimentare

Ridurre lo spreco alimentare può quindi rappresentare anche uno dei modi più immediati per ridurre lo spreco di acqua e la pressione su una risorsa sempre più sotto stress.

Too Good To Go propone proprio questa chiave di lettura, evidenziando in maniera concreta e misurabile l’impatto dello spreco idrico: salvare 1 kg di cibo equivale in media a risparmiare circa 810 litri d’acqua (Fonte: Mérieux Nutrisciences | Blonk), ovvero l’equivalente di circa 16 docce o 5 vasche da bagno.

Su larga scala, l’impatto generato dalla app antispreco è già significativo.In Italia sono 33 milioni i pasti salvati tramite Too Good To Go, un risultato che equivale a circa 27 miliardi di litri d’acqua non sprecati, pari all’acqua necessaria per riempire quasi 11.000 piscine olimpioniche. A livello globale, invece, oltre 500 milioni di pasti salvati corrispondono a circa 405 miliardi di litri d’acqua preservati, equivalenti al consumo annuo di 11,1 milioni di persone.

Generare un impatto positivo sull’ambiente

“In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua vogliamo ricordare quanto il tema dello spreco alimentare sia strettamente legato alla tutela delle risorse naturali”, commenta Mirco Cerisola, Country Director Italia di Too Good To Go.

Ogni alimento salvato non è solo cibo recuperato, ma anche acqua, energia e risorse che non vengono utilizzate inutilmente. Ridurre lo spreco di cibo è una delle azioni più semplici e concrete che possiamo intraprendere, ogni giorno, per generare un impatto positivo sull’ambiente”.

Anche per questo Too Good To Go lavora quotidianamente per ridurre lo spreco alimentare: perché ogni alimento salvato è anche acqua preservata. Attraverso la sua soluzione, l’app permette di recuperare il cibo invenduto e trasformare un gesto semplice in un impatto misurabile, offrendo a ogni persona la possibilità di contribuire concretamente al cambiamento.

(S.R.)

foto apertura di Nerfee Mirandilla su Unsplash

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