Nel sito dismesso dell’ex Cartiera Vita-Mayer e Vima, tra i comuni di Cairate e Lonate Ceppino (VA), prende forma la H2 Olona Hydrogen Valley, un progetto strategico che unisce sostenibilità energetica e rigenerazione urbana.
L’iniziativa è stata presentata il 10 luglio a Cairate, durante un evento pubblico con istituzioni, aziende e progettisti, con l’obiettivo di trasformare un’area industriale abbandonata in un distretto dell’innovazione a zero emissioni.
Il progetto nasce all’interno di LAND.ITALY, il programma nazionale di EXPAND per la decarbonizzazione e il riuso sostenibile di oltre 45 milioni di metri quadrati di aree industriali dismesse. La Hydrogen Valley di Cairate è uno dei tasselli più importanti, non solo per le sue dimensioni (650.000 mq), ma anche per l’approccio integrato che combina produzione di energia rinnovabile, sviluppo tecnologico e valorizzazione ambientale.
Un polo per l’idrogeno verde in Lombardia
Il cuore del progetto sarà un impianto di elettrolisi alimentato da un parco fotovoltaico dedicato, capace di produrre 102 tonnellate/anno di idrogeno verde, con una potenza installata di 2 MW. A rendere ancora più sostenibile il sistema, l’ossigeno generato durante l’elettrolisi non verrà disperso, ma recuperato per usi industriali e sanitari.
Accanto a questo primo impianto, è previsto un secondo progetto pilota, UptoH2, realizzato in collaborazione con Clean Carbon Conversion, il cluster LE2C, l’Università di Bergamo e varie aziende del settore.
Questo impianto sperimentale produrrà idrogeno dai fanghi del vicino depuratore di Alfa, portando la produzione totale a circa 500 tonnellate/anno, senza emissioni in atmosfera.

Transizione energetica, mobilità sostenibile e ricerca
L’intervento si inserisce nel programma PNRR (Missione 2, componente 2) per la transizione ecologica, con un finanziamento complessivo di 11,5 milioni di euro. La Hydrogen Valley risponde anche alla crescente domanda di idrogeno da parte di aziende attive nella mobilità sostenibile, come FNM, Ferrovie Nord Power, Airpullman, SEA e Autostradale.
Inoltre, sarà realizzato un impianto di accumulo energetico (BES) da 100 MW, utile per prolungare l’attività dell’elettrolizzatore anche nelle ore notturne e garantire la stabilità della rete elettrica, offrendo energia a costi competitivi alle aziende che si insedieranno nell’area.
Un ecosistema rigenerato e aperto all’innovazione
La H2 Olona Hydrogen Valley non sarà solo un sito produttivo, ma un ecosistema aperto, progettato per ospitare aziende green, università e centri di ricerca impegnati nello sviluppo di tecnologie per la transizione ecologica. L’obiettivo è quello di creare un distretto hi-tech dell’idrogeno, che favorisca l’innovazione lungo tutta la filiera: dalla produzione alla distribuzione, fino all’uso in ambito industriale, sanitario e nella mobilità.
Nella parte nord del sito è già prevista la realizzazione di un Data Center, segno della volontà di attrarre imprese del settore dell’informazione e della tecnologia.

Dall’archeologia industriale alla rinascita sostenibile
La ex cartiera, in attività fino al 1977, rappresentava un tempo il cuore economico della Valle Olona. Oggi, i resti degli edifici e i binari ferroviari dismessi testimoniano il degrado di un’epoca industriale passata. Con questo progetto, quel vuoto urbano viene trasformato in una nuova opportunità per il territorio, in linea con le strategie di rigenerazione di Regione Lombardia.


